Live Report: Novembre + Shiver Down + April Portrait @ Revolver Club, San Donà di Piave (Ve), 21/03/2026

Live Report: Novembre + Shiver Down + April Portrait @ Revolver Club, San Donà di Piave (Ve), 21/03/2026
Quasi a fare da contraltare ai colori della primavera, lo scorso sabato 21 marzo i Novembre hanno fatto tappa al Revolver Club di San Donà di Piave. La band capitanata da Carmelo Orlando è in tour per promuovere “Words of Indigo”, lavoro pubblicato sul finire del 2025, a quasi dieci anni dal precedente “Ursa”. Questa nuova avventura live diventa un richiamo imperdibile per gli amanti delle atmosfere decadenti e introspettive, marchio di fabbrica dei Novembre. Se a questo aggiungiamo che ad accompagnare la compagine romana troviamo Shiver Down e April Portrait, due nomi nuovi dell’espressione più malinconica della musica dura, possiamo subito intuire l’importanza della serata. Noi di Truemetal.it non potevamo certo mancare: eccovi il racconto dell’esperienza vissuta al Revolver Club.

Live report a cura di Marco Donè
Arriviamo a San Donà di Piave verso le 20:30. Nonostante manchi ancora un po’ all’inizio della serata, una volta entrati al Revolver Club notiamo un’affluenza interessante. Incontriamo alcuni volti che non vedevamo da tempo, ma che risultano onnipresenti ogniqualvolta l’asticella della qualità si attesti su livelli elevati. Giusto il tempo di quattro chiacchiere e ci apprestiamo a prendere posizione. La serata sta per iniziare.
APRIL PORTRAIT
Puntuali come un orologio svizzero, gli April Portrait entrano in scena alle 21:00 in punto. Per la compagine trevigiana quello di stasera è uno dei primi concerti in carriera. Sebbene formatisi da poco, gli April Portrait vantano una line-up di musicisti esperti, nomi noti della scena del Nord-Est metallico. L’affluenza in costante aumento permette alla formazione trevigiana di suonare davanti a una platea numerosa e di sfoggiare una proposta interessante, frutto di una commistione tra i Paradise Lost e i Tiamat dei bei tempi. Le canzoni risultano efficaci, tanto da scaldare un Revolver Club affamato di musica e pronto a supportare il gruppo di casa. Considerando che siamo a inizio serata, i suoni risultano buoni. Le chitarre appaiono forse un po’ sacrificate, ma le melodie riescono comunque a fare breccia nel pubblico. Per quanto riguarda l’aspetto scenico, il look andrebbe rifinito, puntando a una maggiore coesione stilistica. Gli April Portrait dovrebbero poi sviluppare una teatralità più incisiva nella performance, un elemento che aumenterebbe il pathos e l’intensità dello show, oltre a elevarne la capacità di coinvolgere il pubblico. Come dicevamo poco sopra, questi sono i primi concerti per gli April Portrait. Seppur musicisti esperti, devono necessariamente trovare la giusta alchimia. Chi ben inizia è a metà dell’opera, si dice, e gli April Portrait sembrano essere sulla retta via.
SHIVER DOWN
Dopo un rapido cambio palco, alle 21:55 sono gli Shiver Down a entrare in azione. C’è molta attesa per la prova della nuova creatura di Tomas Valentini, il bassista dei leggendari Skanners. Una pressione che il musicista trentino sembra sentire sulla propria pelle e non a caso, poco prima dello show, carica i compagni d’arme con il classico saluto pugno contro pugno. Gli Shiver Down aprono le danze con ‘Divine’ – canzone presente nel bellissimo “The Void Supreme” – e il cambio marcia è notevole. La compagine originaria di Verona aggredisce il palco con esperienza, esibendo movimenti coordinati e un look semplice ma curato. Questi elementi regalano un grande impatto visivo, che ben si sposa con le atmosfere death-goth del gruppo veneto. Il Revolver Club ha intanto raggiunto la sua massima affluenza e si lascia trascinare dalla prova del quintetto veronese, che aumenta di intensità con il passare dei minuti. È come se la band smaltisse un po’ alla volta la tensione iniziale, sprigionando tutta l’espressività e la carica che la contraddistingue. In questo modo, il pubblico riceve maggiori stimoli, ritrovandosi protagonista dello show grazie a ripetuti battiti di mani e cori ritmati. Le prime file si muovono a tempo, ipnotizzate dalle atmosfere decadenti degli Shiver Down. I suoni ben supportano la prova del combo scaligero e il dialogo al microfono tra il graffiante growl di Federico Dalla Benetta e il cavernoso clean voice di Valentini fa davvero la differenza. Le due voci riescono a impersonare le anime che caratterizzano il sound degli Shiver Down: quella più aggressiva e diretta e quella più introspettiva e malinconica. Un’alternanza di emozioni in grado di donare grande pathos alla prova del quintetto. Valentini e compagni danno ampio spazio a “The Void Supreme”, il loro disco di debutto, e chiudono lo show con la bellissima ‘Dreams Left Behind’. Sono le 22:35 quando gli Shiver Down salutano un Revolver Club soddisfatto, che acclama a gran voce la band veronese. I cinque ringraziano con il classico inchino dal palco e sulle loro facce notiamo un sorriso colmo di soddisfazione. Performance davvero convincente quella messa a segno dagli Shiver Down. Teniamola d’occhio questa band, potrebbe regalare molte soddisfazioni al metallo italiano.
NOVEMBRE
Sono circa le 23:00 quando le luci del Revolver Club si spengono di nuovo e gli schermi posizionati dietro la batteria e a lato palco si animano con i colori della copertina di “Words of Indigo”. È il segnale: i Novembre sono pronti a entrare in scena. L’ultimo a salire sul palco è Carmelo Orlando e il suo ingresso dà il via alle danze. L’apertura dello show è affidata all’ultimo lavoro ‘Words of Indigo’, di cui i Novembre propongono il trittico iniziale. La compagine romana si presenta con il giusto mordente, supportata dai suoni migliori della serata. Passano però pochi istanti e i Novembre sembrano perdere sicurezza, forse per dei problemi tecnici legati all’audio on stage. Carmelo appare quasi stizzito, tanto che dopo ‘Statua’ è come se si scusasse con il pubblico. Il Revolver Club rimane un po’ spiazzato, forse sorpreso da questa partenza con il freno a mano tirato. Tutto torna in carreggiata quando Carmelo annuncia ‘Come Pierrot’, accolta con un boato dalla platea. Da questo momento in poi lo show dei Novembre è un crescendo di emozioni. Carmelo diventa teatrale nelle movenze, in particolare nei passaggi in growl, impersonando la sofferenza e il dolore espressi nei testi. La prova della compagine romana acquisisce maggiore spessore emotivo, trasmettendo grandi emozioni al pubblico, ormai sempre più partecipe e presente. E così, quando irrompono classici immortali come ‘Everasia’ e ‘Nostalgiaplatz’, l’atmosfera si scalda definitivamente. Dalla platea si susseguono battiti di mani ritmati e ogni qualvolta il cantante chieda la partecipazione del Revolver Club, la risposta è un tripudio di corna alzate. Davvero ottima la prova di Alessio Erriu alla chitarra e Yuri Croscenko alla batteria. Quest’ultimo, forse, è il musicista con la presenza scenica più impattante. Carmelo dimostra di essere un artista navigato, dando il meglio di sé nelle parti in growl. Lo show scorre con piacere, portandoci a rivivere alcuni dei momenti più significativi della storia dei Novembre. Ecco quindi ‘Umana’ e la bellissima ‘Your Holocene’. Ma è il trittico finale a scaldare il pubblico. Arrivano infatti ‘January Tunes’, da quel gioiello intitolato “Arte Novecento”, ‘Cold Blue Steel’, cantata dall’intero Revolver Club, e la leggendaria ‘The Dream of the Old Boats’. Con questi brani l’intensità e il pathos raggiungono livelli elevatissimi. La platea è ormai in balia della compagine romana, pronta a farsi trasportare dalle melodie, dalle visioni ed emozioni sprigionate da questi pezzi di storia del metallo italiano. Siamo arrivati alla fine. Il pubblico rumoreggia, ne vorrebbe ancora, acclama a gran voce Carmelo. Non c’è più tempo, però. È mezzanotte quando i Novembre ringraziano un pubblico caldissimo e danno appuntamento ai fan al banchetto merch. Partiti azzoppati da qualche inconveniente tecnico, Carmelo e compagni hanno saputo raddrizzare la serata con esperienza ed eleganza, regalando uno show sentito, che ha toccato l’apice nelle battute finali.
Setlist:
Sun Magenta
Statua
Neptunian Hearts
Come Pierrot
Everasia
Nostalgiaplatz
Umana
Your Holocene
January Tunes
Cold Blue Steel
The Dream of the Old Boats
CONCLUSIONI
Serata davvero piacevole quella vissuta al Revolver Club di San Donà di Piave, un locale che, imperterrito, continua a regalare tonnellate di metallo pesante agli appassionati del Nord-Est. Nonostante qualche difficoltà iniziale, i Novembre hanno confermato le proprie qualità, riaffermandosi come una delle eccellenze del metallo italiano. Assoluta sorpresa gli Shiver Down, che hanno regalato una prova davvero convincente. La compagine veronese è a tutti gli effetti una delle formazioni più interessanti uscite negli ultimi anni dal panorama nazionale. E siamo solo agli inizi… Piacevole anche la proposta degli April Portrait che, migliorando l’approccio live, potrebbero togliersi più di qualche soddisfazione. Questo è tutto. L’appuntamento è per il prossimo live. Horns up!
Marco Donè