Recensione: A Blue Fire

Di Fabio Vellata - 7 Ottobre 2008 - 0:00
A Blue Fire
Band: Nahui
Etichetta:
Genere: Prog Rock 
Anno: 2008
Nazione:
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67

Nato nel 2000, il progetto Nahui si distingue per essere una one man band gestita e condotta da Luca Giancotti, polistrumentista dal background ricco e variegato che, dopo la produzione di un paio di EP promozionali, giunge al traguardo del primo full lenght ufficiale per la italica My Kingdom Music.

La varietà d’esperienze e la voglia di non obbedire ad un unico rigido schema prestabilito, sono l’essenza di “A Blue Fire”, debut album etichettato come alternative dark music, che tuttavia tradisce molteplici influenze, spaziando dal progressive romantico, all’AOR meno solare, per poi abbracciare atmosfere che tanto sanno di dark wave con spunti gotici, via via, sino a perdersi in un’attitudine dal sapore vagamente stoner.
Un calderone composito e multiforme, che chiama alla memoria nomi tra i più disparati e diversi quindi. Cure, Marillion, Anathema, Katatonia, The Cult, Kyuss e Rush, sono tutti elementi riconducibili a vario titolo nell’immaginario artistico di Nahui, mix dichiarato di stili e musicalità dal profilo ricercato che spesso indugia, con discreto successo, nel tentativo di soffermarsi sul lato più intimista delle melodie, senza tuttavia tralasciare una cura accettabile per gli aspetti prettamente “istintivi” ed hard della miscela.

Ottimi propositi supportati da un talento senza dubbio importante, ancora però in parte limitato da alcuni aspetti bisognosi di affinamento e cure ulteriori.
Un songwriting infarcito di mille e uno riferimenti, ad esempio, non è sempre del tutto sufficiente a garantire un buon successo alle composizioni. Una certa prolissità di fondo è, infatti, caratteristica sin troppo presente all’interno della struttura dei brani proposti, capaci di affascinare con un acchito quasi sempre gradevole, salvo poi, perdersi un po’ strada facendo, senza confermare in toto le validissime idee dichiarate inizialmente.
Qualche appunto inoltre, anche all’interpretazione vocale di Giancotti. Ben lungi dal risultare sgradevole, appare forse non del tutto adatta a temi tanto ricchi d’atmosfera quanto quelli proposti, perfezionabile e da registrare nei frangenti più “caldi”.
Non mancano ad ogni modo le soluzioni vincenti, identificabili in un nucleo di canzoni (“…And I”, ”Fluid Hollow”, “Unlock The Door” e “Broken Glasses” su tutte) che piaceranno agli amanti della ricercatezza e di tutto ciò che in musica rifugge dal banale e dallo scontato.

Va da se che, un progetto totalmente autonomo e solista nell’accezione più stretta del termine, non possa non prestare il fianco a qualche caduta di tono, evidenziando alcuni lati meno brillanti in una panoramica comunque dagli auspici senza dubbio eccellenti.
Un plauso dunque a Mr. Giancotti, musicista e compositore a tutto tondo, che forse potrebbe ottenere riscontri ancora migliori qualora supportato da una band vera e propria ma che, nella propria ricerca della forma artistica più personale ed “intima”, lascia intravedere un talento fuori dal comune ed una sensibilità “poetica” di grande spessore, chiavi di volta di un futuro tutto da scoprire.

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Tracklist:

01. …And I
02. Fluid Hollow
03. Unlock The Door
04. Christmas
05. Berlin
06. After The Wave
07. Broken Glasses
08. Crumbled From Stars

Line Up:

Luca Giancotti – Voce / Chitarre / Basso / Synth / Programming

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