Recensione: Best And More

Di Francesco Maraglino - 29 Aprile 2012 - 0:00
Best And More
Etichetta:
Genere:
Anno:2012
Nazione:
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70

Gli appassionati di AOR e melodic rock (soprattutto quelli giapponesi, dato che nel Paese del Sol Levante i Fair Warning – di loro stiamo parlando – posseggono un vastissimo seguito) hanno ormai avuto modo di riprendersi del tutto dallo shock dello spit con il quale la band li aveva afflitti tra il 2000 ed il 2006. Dopo l’eccellente studio album del grande ritorno (“Aura”), infatti, il combo teutonico, nato nel 1992 a cura di ex elementi degli Zeno, si sono poi auto-celebrati con il monumentale box CD e DVD live “Talking Ain’t Enough – Live in Tokyo” nel 2010, ed oggi si propongono ancora una volta sul mercato con questo Best and More.
Si tratta di un doppio CD che, come il titolo fa chiaramente percepire, è un florilegio del loro ormai pingue repertorio.

Non è dato sapere (ed è per questo che il nostro voto si fermerà a 70, malgrado la qualità superlativa delle canzoni) quale giovamento per gli ascoltatori più fedeli al gruppo rappresenti un’operazione di questo genere, che si manifesta, tra l’altro, a distanza di appena due anni dal live di cui sopra. Pure quest’ultimo, facciamo notate, ripercorreva in maniera esauriente il percorso artistico della band. Sembra, insomma, che i Fair Warning post-reunion stiano cercando in tutti i modi di ripresentare i loro più scintillanti biglietti da visita, con l’obiettivo di acquisire posizioni anche su un mercato diverso da quello giapponese, che li ha accolti da tempo a braccia aperte.
Chiaramente i già convertiti al suono di questa magnifica formazione non hanno grossi motivi di acquisire, se non per manie da collezionista, anche questo greatest hits, mentre, come al solito, per i neofiti, questa visita guidata nel mondo Fair Warning può dimostrarsi un funzionale punto di partenza per fare la conoscenza del gruppo.
Le trentadue tracce del doppio CD, invero, spaziano in maniera compiuta nel repertorio del gruppo, toccando sia versioni in studio delle sue più lucenti gemme che estratti di performance dal vivo, anche in chiave unplugged.

Moltissimi, naturalmente, gli esempi di quello stile inconfondibile che marchia a fuoco gli uptempo della band, capace di rendere omaggio tanto all’AOR più classico ed a stelle e strisce quanto al rock melodico europeo (tedesco e scandinavo in particolare): un melodic hard rock sfavillante ed incancellabile dalla memoria, accattivante ed irresistibile, caratterizzato da armonie aperte e gioiose, immediatamente riconoscibili ed assimilabili. Ma che comunque non stancano dopo qualche ascolto; fatte apposta, peraltro, per valorizzare la voce di Tommy Heart, e sempre ingioiellate dalle chitarre limpide e luccicanti di Helge Engelke.

Tra gli esempi di tale magica formula musicale ecco sfilare “Burning Heart”, immarcescibile hit, le trascinanti “Don´t give up”, “Generation Jedi” (in versione live), “Long Gone”, “I fight”, “Angels of Heaven” e molte altre collocate, senza mai fiaccare l’ascoltatore, sui medesimi trainanti binari stilistici.
Molto intense e toccanti le ballate proposte. Cominciamo citando “Still I believe”, slow commovente che vede protagonisti soprattutto piano e voce e poi via via gli altri strumenti, per proseguire facendo menzione di “The Way you want it”, power ballad ariosa, “Angel of dawn”, live suggestivo ed incentrato sulla sei corde acustica e sulla voce (e che piacerà anche ai fans dei Gotthard e dei Tesla unplugged), per arrivare fino alle eleganti “Rain Song” (sempre live ed unplugged) e “Meant to be” (impreziosita da un bell’assolo del solito axeman Helge Engelke).
Gli arrangiamenti, con spunti orchestrali, toccano quindi vette di grandiosità, nella commovente “Light in the dark” e nella conclusiva “Children´s Eyes”, canzone strappacuore con evoluzione in chiave cadenzata e più grintosa.

E grinta da vendere posseggono nondimeno i brani più orientati al pop-rock, quali, ad esempio, il frizzante midtempo “A little more love”, oppure la cadenzata, “When Love fails”, dal chorus al solito irresistibile, una “The Heart of Summer” collocata su binari di un melodic rock dal ritmo moderato (e che fa molto anni Ottanta a stelle e strisce,) ed ancora “Heart on the Run”, cinematografica e dalle sfumature western e morriconiane.

Non manca una citazione per gli inattaccabili miti del rock, con una “Rock And Roll” catturata dal vivo, in cui i Fair Warning omaggio tanto i Led Zep quanto Elvis, palesando che anche se i loro cuori sono sempre in fiamme e propensi alla melodia e, perché no, al romanticismo, sempre di cuori di indomabili rockers si tratta.

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Line Up:

Tommy Heart : voce,  
Helge Engelke : chitarra,  
Ule W. Ritgen : basso,  
C.C. Behrens : batteria

Tracklist:

CD 1
01. Burning Heart
02. Save Me
03. All on your own
04. Longing for love
05. When Love fails
06. Angels of Heaven
07. Out on the Run
08. Don´t give up
09. Long Gone
10. Generation Jedi
11. Don´t keep me waiting
12. Still I believe
13. Heart on the Run
14. Here comes the Heartache
15. I´ll be there
16. I fight
17. The Way you want it

CD 2
01. Rock And Roll
02. A little more love
03. Come on
04. The Heart of Summer
05. Angel of dawn
06. The Call of the heart
07. Rain Song
08. Like a Rock
09. Out of the night
10. Meant to be
11. Don´t count on me
12. Just another perfect Day
13. Light in the dark
14. Man on the Moon
15. Children´s Eyes

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