Recensione: Crush Everyone

Di Andrea Bacigalupo - 9 Febbraio 2026 - 8:30
Crush Everyone
Etichetta: Autoprodotto
Genere: Thrash 
Anno: 2025
Nazione:
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65

Crush Everyone’ è il nuovo EP dei tedeschi Satanic Squirrel, duo dalla storia non molto definita che nel 2023 si era già fatto sentire con ‘Toxic World Invasion’, anch’esso un mini album.

La band è composta dai musicisti Thrashimoto (chitarra, basso e batteria digitale) e T-Slash (voce). Diciamolo subito, chi scrive non vede di buon occhio l’uso di software che simulino il suono di tamburi e piatti nel Metal, preferendo di gran lunga che in una band ci sia un vero batterista, che usi arti e testa ma anche pancia e cuore, anche se in un modo un po’ meno preciso. Un individuo pensante, in altre parole, che partecipi alla vita della band con il suo senso artistico e non che sia solo il risultato di una fredda programmazione, per quanto sofisticata.

È un pensiero, non una polemica verso chi fa questa scelta, sia ben chiaro. Anzi, i Satanic Squirrel lo dicono che usano un computer, mentre tanti loro colleghi fanno finta di nulla puntando sul fatto che è sempre più difficile notare la differenza.

Finito il pistolotto passiamo a valutare questo ‘Crush Everyone’ per quello che è: circa 20 minuti di Thrash Metal stile Bay Area con qualche lode e nessuna infamia, tranne un problema: i Megadeth ce li abbiamo già, ed anche se il loro scioglimento è imminente non abbiamo bisogno di loro repliche.

Eh, sì … quella del rosso più incazzato del Metal è un’influenza parecchio marcata, in particolare per l’approccio al songwriting e lo stile canoro. Questo fa perdere identità al duo, per quanto la cerchi usando pseudonimi strambi e dando vita ad una mascotte, lo scoiattolo satanico, che sottintende un briciolo di umorismo all’interno di una spirale negativa (i testi affrontano tematiche di cospirazioni e manipolazioni globali).

Abbiamo, dunque, 5 tracce + intro di Thrash classico, più basato sulla tecnica che non sulla ferocia sparata da un lanciafiamme, con un sacco di variazioni di velocità, che vanno da quella spasmodica alla cadenza marziale, innescate da riff taglienti e ficcanti. Le linee melodiche non sono troppo articolate, il lavoro di chitarra è pulito ma non estremizzato ed ogni traccia ha il suo coro deciso e prepotente, con il risultato di una scaletta orecchiabile dal gradevole effetto live … se la batteria fosse stata più rocambolesca sarebbe stato meglio, ma di questo abbiamo già detto sopra.

La produzione rivela un certo gusto per la qualità senza esagerazioni, pulita ma non troppo, diciamo, ma chiaramente moderna, lasciando stare l’effetto “riverbero e fustini del dixan” che una volta veniva fuori per questioni di “poche palanche nelle tasche” ma che ora tanti ricercano proprio per agganciarsi a quel periodo.

Tra le canzoni si elevano ‘Victims Of The Great Don`t-Care’ e ‘When Maniacs Turn Into Brainiacs’, le due più veloci (e dal titolo più lungo …).

Le altre hanno una qualità ordinaria che ci sta, si ascoltano volentieri.

Una band dalle buone caratteristiche che ha dato vita ad un lavoro discreto, in definitiva, questi Satanic Squirrel, che incuriosisce ma che deve tagliare il cordone ombelicale con i propri ascendenti, altrimenti non basterà un feroce scoiattolo a darle evidenza. Aspettiamo comunque con fiducia.

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