Recensione: Italian Metaland Compilation

Di Matteo Bovio - 17 Luglio 2004 - 0:00
Italian Metaland Compilation
Band: AA. VV.
Etichetta:
Genere:
Anno: 2004
Nazione:
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67

Ennesima compilation underground che si propone l’impegnativo compito di gettar luce sulle band della nostra penisola. Ennesima prova, aggiungerei, di quanto sia prolifica la nostra scena, al contrario dei luoghi comuni che la vorrebbero statica e poco “produttiva”. E in mezzo ai molti nomi certe volte ci si ferma e viene da riflettere: se non fossero italiani, avrebbero un destino diverso? Per alcuni dei gruppi inclusi in questa compilation la risposta è certamente positiva.

Questa Italian Metaland Compilation è molto ben curata, e grazie all’artwork (e anche ai dettagli biografici con cui mi è stata presentata) mette in mostra quello spirito che tanto apprezzo: la fresca e sana volontà di far spazio alle proposte underground per pura passione. Lasciate da parte il cinismo e la diffidenza, e accogliete questa raccolta come un sincero tentativo di promuovere band ancora in fase di “gavetta”. La lunga lista di collaboratori e sponsor che viene elencata vi lascerà intendere quante menti si siano unite (sotto la guida della Sky Pro Media) per dar vita a tutto questo.

Qualche nome in particolare da segnalare c’è. Innanzitutto parto con gli Abiura, Brutal Death dalla Sardegna, che hanno permesso alla mia (ma non solo) profezia di avverarsi: con una produzione migliore hanno messo in luce tutta la loro bravura, e ce lo dimostrano con “I Join The Endless Line“, un brano a dir poco massacrante. Bello l’impatto lineare dei Delirium X Tremens, una band che certo non punta sull’originalità, ma che fin dal primo e semplicissimo riff riesce a coinvolgere con il proprio Death Metal dalle forti influenze Thrash. E poi un gruppo che da sempre sostengo, i Lifend, che con “Inner Scars” ci offrono un assaggio del loro Gothic: una formula che incrocia i classici stilemi con tocchi raffinati di modernità. Chiudo con i Sakahiter, Black Metal veramente meritevole e suonato con tantissima passione. Vi rimando direttamente al loro demo, una prova completa di maturità e intelligenza trasformate in pura violenza.

Altre potrebbero essere le band da citare, per semplicità ho inserito solo quelle che più ho gradito. Per le compilation di solito assegno un 65 standard, per motivi che più volte ho spiegato: soprattutto di fronte a quelle a scopo promozionale, spesso il gusto fine a sè stesso dell’ascolto viene lasciato un po’ in disparte, sacrificato dall’eterogeneità della proposta e dalle necessità, appunto, promozionali. Ma questo non deve offuscare il mio totale incoraggiamento a sostenere con tutti i mezzi questo tipo di proposte, che sono uno dei migliori mezzi per far progredire una scena che, diciamocelo, ha ancora bisogno di spinte. Un paio di punti simbolici in più per la professionalità della realizzazione.
Matteo Bovio

Tracklist
01. Disguise “Scared Of Leaving Deceit”
02. Dark Secret “Burning Vision”
03. Machescazo “The Sad Princess”
04. Envidhia “The Past Strange World”
05. Misbelieving “The Point Of No Return”
06. Lifend “Inner Scars”
07. Entirety “…To Fuck”
08. Abiura “I Join The Endless Line”
09. Delirium X Tremens “…Inside Me”
10. Icon Of Hyemes “Start To Blame”
11. Planar Evil “In Front Of The Storm”
12. Sakahiter “Triumph Of Decadence”
13. S.R.L. “2000 Anni Dopo Cristo”
14. Subliminal Crusher “Affection”
15. The Dying Bard “Monument Of Death”

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