Recensione: Mardraum – Beyond The Within

Di Tiziano Marasco - 12 Novembre 2012 - 0:00
Mardraum – Beyond The Within
Band: Enslaved
Etichetta:
Genere:
Anno: 2000
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
71

Basta una semplice osservazione per confutare la superficiale analisi che suddivide la carriera degli Enslaved viene in tre momenti: vale a dire il primo, glorioso periodo vichingo di Frost e Vikingligr Veldi, seguito da un intermezzo transitorio e coronato infine dalla piena maturità black progressive di Ruun, Vertebrae e via dicendo. Questa visione si commenta da sé: è piuttosto improbabile infatti che nella carriera di un gruppo sboccino, uno via l’altro, cinque dischi di transizione.

In secondo luogo, si potrebbe effettivamente parlare di una transizione se questi dischi  si muovessero su coordinate comuni, su una ricerca sonora unitaria, anche se non propriamente azzeccata. Il punto è invece che, escluso il citato periodo black progressive, Kjellson e soci non hanno mai fatto dischi simili tra loro ed ogni volta hanno battuto un sentiero diverso. Indiscutibilmente, sebbene considerati entrambi viking, Frost e Vikingligr Veldi non si somigliano per niente. Dall’altro lato anche Below the lights e Isa sono accomunati da scelte stilistiche comuni. E così anche il Mardraum di cui qui si parla è accomunato per certi aspetti al successore Monumension. Ma di questo ci si occuperà altrove.

Entriamo invece nel merito dell’analisi, presentiamo invece Mardraum (incubo in norvegese). La quinta fatica dei nostri uscì nell’oramai lontano 2000, anno carico di significati e simbolico misticismo, facendo seguito a quello che è, secondo un modesto parere personale, il momento più basso nella storia dei norvegesi. Momento costituito da una fucina di idee tanto buone quanto disordinate (Eld) passando poi dallo sterile Blodhemn.

E dunque, sentendo probabilmente il simbolico misticismo di cui sopra, i nostri decisero di cambiare nuovamente pagina, dando vita ad un disco di sapore singolarissimo, oscuro e moderno, Mardraum appunto. Un album che molto probabilmente non ha corrispettivi per anima e sfumature nel panorama black. Perché quel che ne venne fuori era un curioso misto di black darkthroniano, atmosfere doom e gothic, il viking furibondo di Frost e infine la new wave tenebrosa predicata dai primi Cure.

E tutto questo lo troviamo, alternato a velocità notevole, tutto nella meravigliosa opener Større enn tid – tyngre enn natt. Un brano che si apre con deliziosi e rassicuranti arpeggi di chitarra, cui fa seguito un passaggio atmosferico brutalmente interrotto da riff di chitarre truculente e marcatamente black. Qui si inserisce anche l’imponente voce di Kjellson a dar vita ad un coro di poco maestoso. E via così, dieci minuti di accelerazioni furenti e momenti più introspettivi brutalmente interrotti per un risultato che farebbe invidia ai Fleurety. Questo brano presenta meravigliosamente tutto il disco, che nelle successive composizioni privilegerà ora un aspetto, ora l’altro. Si prenda in esempio la sontuosa Entrance – Escape, cantata tutta in clean, oltre che in inglese; oppure l’ottima e schizofrenica Æges draum, sicuramente la seconda perla del disco. Schizofrenica perché alterna due parti rapide a due momenti di calma e tenebrosa tranquillità, fatta di una chitarra minimale che presagisce quel che sarà Monumension. Per i momenti di furia odinica invece ci sono la strumentale title track, Krigaren eg ikkje kjende o Stjernenheimen che in chiusura ci presenta, timida e mascherata, una digressione in campo prog.

Insomma, Mardraum è un disco equilibrato ed omogeneo, dotato indubbiamente  di una forte personalità, e che però, al pari di Eld, presenta diverse lacune. Ad esempio, il voler rimanere ancorato comunque al gelido terreno del black fa sì che la produzione sia scarna ed estremamente grezza. Questa scelta, se da un lato poteva far piacere allo zoccolo duro dei fan di allora (i quali a scanso di equivoci liquidaron l’opera come una porcheria spuria e contaminata), dall’altro non poteva dare adeguato supporto alla complessità dei brani. Una produzione grezza infatti cozza pesantemente con gli effetti elettronici, appiatisce le sfumature sonore e rende il tutto un po‘ troppo omogeneo, laddove il riff non è adatto. E in questo caso Mardraum, come Eld, non è adatto perché nel complesso troppo veloce: la sua omogeneità da ipnotica diventa noiosa, alle volte affiorano degli sbadigli, e certi squarci nel futuro passano inosservati (per esperienza personale, ci sono voluti diversi ascolti prima di notare la digressione prog Stjernehejmen, posta negli ultimissimi minuti del disco).
E questo è un peccato, anche se il livello qualitativo rimane innegabile, ed ognuno se ne può avvedere.

Quanto agli Enslaved, dopo essere malamente naufragati in un inno di sangue (Blodhemn) i nordici si ripresentarono al pubblico con quello che al tempo era un disco di rottura e d‘avanguardia, con alcune lacune, non si discute, ma pur sempre originalissimo ed affascinante. Pochissimi lo compresero, ma da lì in poi la strada per Bjørnson e Kjellson (che nel giro di tre anni avrebbero rivoluzionato il resto della formazione) sarebbe stata in discesa. L’ incubo era finito.

Tiziano “Vlkodlak” Marasco

Discutine sul topic relativo

Formazione
Grutle Kjellson – voce, basso, effetti elettronici
Ivar Bjørnson – chitarra, tastiere, synth
Richard Kronheim – chitarra
Per Husebø (a.k.a. Dirge Rep) – batteria

Tracklist
1.    «Større enn tid – tyngre enn natt» (10:07)
2.    «Daudningekvida» (3:31)
3.    «Entrance – Escape» (7:42)
4.    «Ormgard» (5:29)
5.    «Æges draum» (4:43)
6.    «Mardraum» (3:40)
7.    «Det endelege riket» (5:19)
8.    «Ormgard II: Kvalt i kysk høgsong» (3:44)
9.    «Krigaren eg ikkje kjende» (6:32)
10.    «Stjerneheimen» (5:47)
11.    «Frøyas smykke» (1:52)

Ultimi album di Enslaved

Band: Enslaved
Genere: Progressive 
Anno: 2020
78
Band: Enslaved
Genere: Black  Progressive 
Anno: 1998
76
Band: Enslaved
Genere: Avantgarde 
Anno: 2017
90
Band: Enslaved
Genere: Progressive 
Anno: 2015
82
Band: Enslaved
Genere:
Anno: 2003
85
Band: Enslaved
Genere:
Anno: 2001
75
Band: Enslaved
Genere:
Anno: 2012
76