Recensione: Only Child [Reissue]

Di Francesco Maraglino - 25 Ottobre 2010 - 0:00
Only Child [Reissue]
Band: Only Child
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
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88

Tra i più apprezzati personaggi di culto del mondo AOR/melodic rock, c’è sicuramente Paul Sabu, oggi impegnatissimo soprattutto come compositore di colonne sonore per film e telefilm e come produttore discografico.

I suoi lavori “in proprio” hanno visto la luce da trent’anni a questa parte con svariati monicker e formazioni: “Sabu”, con il quale aveva esordito con trascurabili produzioni disco nel 1980 per poi realizzare uno dei cult-album del rock melodico, quel ”Heartbreak”, ristampato quattro anni fa da MTM. “Kidd Glove”, al quale si deve un ottimo album AOR rilasciato nel 1984. Ed infine appunto gli “Only Child”, responsabili di un paio di full-length, il primo dei quali, omonimo, ha rivisto la luce in questi giorni grazie ad una reissue a cura della label tedesca Yesterrock.

Le cronache raccontano che “Only Child” fu scritto in nove mesi e registrato in soli venti giorni, ed uscì originariamente nel 1988 per Capitol Records. Accolto da un buon successo di pubblico e di critica, è stato considerato da Kerrang! Come uno dei 40 migliori album AOR della storia.
Questa reissue propone una rimasterizzazione digitale a cura di Robert Papst ed offre anche due notevoli bonus tracks tratte da altrettante colonne sonore.

Se “ruffiano” è l’aggettivo che più spesso si usa associare al melodic rock, ebbene possiamo affermare senza tema di smentita che Only Child è pervaso in lungo ed in largo d’eccelsa ruffianeria. Cominciamo, come al solito, dall’opening track: siamo alle prese con un hard rock melodico dall’incedere spavaldo, marziale e piacione, con la voce di Paul Sabu ad ingemmare i suoni di una band di prim’ordine. Analogo schema si regista per “I Wanna Touch”, contrappuntato dalle raffinate carezze sui tasti d’avorio del tastierista Tommy Rude.
Vocals efficaci anche per il ciondolante e – appunto – ruffiano midtempo “Always”, in cui si va ad incastonare la pregiata prestazione del Sabu-axeman.
Tra i brani di maggiore impatto hardrock, ci piace segnalare invece la grintosa e sfrontata “Scream Until You Like It”, che rimanda a certe sublimi impudenze dei Whitesnake della stessa epoca, la ballonzolante e catchy “Love To The Limit”, l’elegante “I Remember The Night”, con il suo attraente riffing di tastiere e chitarra, e l’AOR di grande scuola (i Journey incontrano i Bad English che incontrano i Foreigner) di “I Believe in You”. Elegante, cadenzata e dominata da sontuose tastiere pomp, la ballad “Save A Place In Your Heart”, da cui fu tratto anche una videoclip è un’altra traccia da non dimenticare.

Ma tutto l’album è di livello eccellente, pure se forse – così come ugualmente si osservava nella valutazione di “Heartbreak” dei Sabu – anche qui viene a mancare un vero e proprio smash-hit, in grado di imprimersi nella mente anche del pubblico più generalista.

Per certi versi in tal senso in parte rimediano le due bonustracks (una volta tanto non si tratta di scarti graditi solo ai die-hard fans), d’efficace, diretto e sfacciato hard rock melodico (soprattutto “Young Guns”).

Insomma, Only Child è un must che non può mancare nella discoteca d’ogni appassionato di AOR!

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Tracklist:

01.    Just Ask
02.    Always
03.    I Wanna Touch
04.    I Remember The Night
05.    Love To The Limit
06.    I Believe In You
07.    Save A Place In Your Heart
08.    Rebel Eyes
09.    Scream Until You Like It
10.    Shot Heard Around The World;

Bonus Tracks:

11. Young Guns
12. Vice Versa

Line Up:

Paul Sabu – Voce / Chitarre
Murril Maglio – Basso
Tommy Rude – Tastiere
Charles Esposito – Batteria

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