Recensione: Paradox Of The Mechanical Angel

Di Claudia Gaballo - 14 Luglio 2020 - 0:01

‘Paradox Of The Mechanical Angel’ è il secondo album in studio degli svizzeri Eternal Delyria, anticipato già negli anni passati dai due singoli ‘The Awakening’ e ‘Burning Bridges’.

Già con questi due pezzi possiamo delineare lo stile della band, a cavallo tra il death metal e il metalcore ma con influenze gothic che non possono essere ignorate. Ad esempio, proprio in ‘Burning Bridges’ troviamo una solida base ritmica accompagnata da scream e growl di taglio death, con una bella tastiera sullo sfondo a donare un tocco dark. Altri brani dalle sfumature tragiche, oscure, sono ‘From Skin To Rust’, ‘Beyond The Veil’, ‘Freely Enchained’, che con il suo video musicale ci coinvolge in un’atmosfera esoterica, o ‘Until Death’. Altri brani come ‘Amaurosis’ o ‘The Awakening’ hanno un’impostazione prettamente death, più veloci e meno ‘raffinati’, ma trovano posto nella tracklist senza stonare.

Tutti i brani del disco sono piuttosto ritmati e potenti, e non troviamo ballad o pezzi più melodici (considerato lo stile non sarebbe stato male ascoltarne); questo però non appesantisce il risultato finale, anzi nel corso dell’album troviamo diversi momenti atmosferici a staccare dalla corsa del blast beat, uno di questi è il brano “ponte” ‘Damaged System’.

Nel complesso questo ‘Paradox Of The Mechanical Angel‘ è un disco bilanciato, con uno stile e un intento ben precisi, che sicuramente riuscirà a mettere in buona luce questa band nel panorama internazionale.

Eternal Delyria release new album 'Paradox of the Mechanical Angel ...

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