Recensione: Reclaiming Chaos

Di Andrea Bacigalupo - 26 Dicembre 2025 - 8:30
Reclaiming Chaos
Band: Indemon
Etichetta: Inverse Records
Genere: Thrash 
Anno: 2025
Nazione:
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75

Gli Indemon sono una Thrash Band che scorrazza per le lande finlandesi dal 2020.

Quartetto relativamente solido, con l’avvicendamento di un solo bassista (Ville Kangasharju al posto di Sasu Savalainen – sperando di averli scritti giusti) in data non meglio precisata. Hanno dato fuoco alle polveri con un primo singolo (‘Ground Zero’) nel 2022, seguito a ruota dall’EP di 5 pezzi ‘Fear of Living’, nello stesso anno, ed ora dal vero Full-Length di debutto ‘Reclaiming of Chaos’, disponibile dal 27 giugno 2025 tramite Inverse Records.

Fin qui, notizie da Metal Archivi messe sotto forma di testo. Proseguendo, gli Indemon si può dire appartengano all’ultima ondata Thrash della penisola scandinava (se di ondate si può ancora parlare …), la quale risente, per via naturale, oltre che delle solite influenze Old School, tedesca e d’oltreoceano, anche degli estremismi derivanti dal Black e dal Death Metal che hanno prosperato in questa terra, elementi con i quali il Thrash è stato spesso incrociato da inizio anni ’90 in avanti.

Gli Indemon non sono da meno, anche se loro prendono più che altro le sonorità di Slayer e Pantera e le shakerano violentemente con elementi più versatili e moderni per creare un mondo rovente e sovversivo, mentre utilizzano la parte più fosca e malvagia del metal per rendere la sua atmosfera ancora più insana e decadente.

Il muro del suono è compatto, ma anche cupo ed oppressivo, al contrario l’estrema velocità infuoca melodie e riff. La forza della batteria crea un temporale continuo, quella del basso fa sì che avvenga tutto di notte ed in questo clima irrespirabile la voce racconta di paura, insicurezza e lotte interiori in modo imperioso e sovversivo, con gli assoli che sono lampi squarcianti tra le varie storie.

Tutto e ruvido, caustico ma al contempo fluido. “La forza scorre potente” in questa band, che è riuscita a rendere contemporaneo quello che fa, senza peraltro inventare niente.

La scaletta di ‘Reclaiming Chaos’ privilegia la velocità, come dimostrano, ad esempio, l’iniziale ‘Bring Down the Light’, spedita e con una reminiscenza Hardcore che la rende ancora più ribelle o la feroce ‘Passenger’, dirompente ed oscura ma con un essenziale e repentino cambio di scena che raffredda per qualche istante la sua atmosfera rendendola malinconica, od ancora ‘Shoot & Forget’, che ti fa salire su una giostra sbiadendo tutti i contorni.

Gli Indemon, però, non viaggiano solo a tutto vapore, ‘Necessary Evil’ si muove su un tempo medio feroce e marcato, prima di accelerare a dismisura, in verità, mentre ‘Ruoja’ (parola che in finlandese significa “straccio”, ma che viene utilizzata anche per indicare un delinquente oppure il fango, un termine negativo, insomma) è uno strumentale dal carattere calmo e ponderato, anche se sempre molto potente e dinamico.

Tirando le somme, il primo album degli Indemon costituisce un gran bel pezzo di Thrash, così come deve essere oggi, strutturato ma non estremamente complicato, poliedrico ma non troppo imbastardito, agganciato all’antico ma calato nei nostri tempi.

Anche la produzione ha un suo perché: sofisticata, con molte stratificazioni, ma non bombastica, pulita ma non sfarzosa, mette in luce il carattere ombroso del quartetto finlandese nonché tutta la sua potenza sonora.

Insomma, i tre anni passati dal primo EP non sono pochi, però i risultati sono più che meritevoli, per cui va bene. Aspettiamo con viva curiosità il prossimo lavoro, sperando che non ci faccino aspettare troppo.

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