Recensione: Released
Lou Gramm è una di quelle voci che hanno definito un’epoca. Ex frontman dei Foreigner, la sua carriera si è sviluppata attraverso decenni di successi che hanno fruttato oltre 80 milioni di album venduti in tutto il mondo, con hit come “Feels Like The First Time“, “Cold As Ice” e “Hot Blooded“. Dopo due album solisti di grande pregio (“Ready Or Not” del 1987 e “Long Hard Look” del 1989) e l’esperienza con gli Shadowking all’inizio degli anni ’90, Gramm ha lasciato il palcoscenico discografico per molti anni, eccezion fatta per un breve comeback nel 2009 con la cosiddetta Lou Gramm Band ed un album omonimo.
“Released” segna dunque un ritorno importante, tuttavia non si tratta di materiale nuovo in senso stretto: è una collezione di brani registrati tra la fine degli anni ’80 e l’inizio dei ’90, recuperati da vecchi nastri multitraccia, rimasterizzati e in alcuni casi completati negli ultimi mesi.
Il titolo “Released” assume molteplici significati: è un “rilascio” nel senso più letterale, ma anche una liberazione emotiva, un viaggio nella nostalgia. Gramm stesso, insieme al figlio Matt, ha prodotto questi 10 brani in collaborazione con Bruce Turgon, storico compagno di scrittura e musicista. Il risultato è un album che, pur provenendo dagli archivi, mantiene un valore artistico e storico considerevole. Non si tratta di scarti di seconda scelta, ma di canzoni che all’epoca probabilmente non trovarono spazio per ragioni di coerenza stilistica o di equilibrio all’interno dei dischi a cui erano destinate. Oggi, liberate dal contesto, rivelano la loro qualità intrinseca.
“Young Love“, ad esempio, apre il disco con la chitarra di Vivian Campbell ed è un classico istantaneo di Gramm: energia pura, melodia impeccabile e quella voce capace di trasmettere passione senza cadere nel virtuosismo fine a se stesso. Difficile comprendere come sia rimasta nel cassetto per così tanto tempo. “Walk The Walk” richiama i migliori momenti dell’AOR degli anni ’80, con un sassofono che strizza l’occhio ai Foreigner e una produzione potente e inventiva. “Lightning Strikes” e “Time Heals The Pain” sono ballate quasi-perfette che pescano a piene mani dal grande libro dei Foreigner, con la voce di Gramm che espone vulnerabilità e autorità in egual misura.
“True Blue Love” (già presente in “Long Hard Look”) viene riproposta in versione unplugged, solo voce e pianoforte: una scelta coraggiosa che però espone forse troppo la voce di Gramm, lasciando emergere qualche fragilità. Anche “Deeper Side Of Love” non convince del tutto, nonostante l’impegno della chitarra di Alex Garcia e delle tastiere di Jeff Jacob. Ma si tratta di sbavature minime in un contesto complessivamente solido.
“Released” non è un capolavoro, né pretende di esserlo. È un album che guarda al passato con onestà e consapevolezza, offrendo ai fan di Lou Gramm un’occasione preziosa per ascoltare materiale inedito di qualità. La voce, pur mostrando i segni del tempo, rimane uno standard a cui molti vocalist rock aspirano senza mai raggiungerlo. I brani, seppur datati nella concezione, suonano freschi grazie a un lavoro di produzione attento e rispettoso. È un disco che completa idealmente il percorso solista del grande singer americano al di fuori dei Foreigner, chiudendo un cerchio narrativo importante per chi ha seguito la sua carriera.
Non è essenziale, ma è sincero.
E questo è quello che conta.
