Recensione: Salvation

Di Matteo Bovio - 5 Gennaio 2004 - 0:00
Salvation
Band: Funeral Mist
Etichetta:
Genere:
Anno: 2003
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
83

Di rado riesco a farmi coinvolgere particolarmente da questo modo di suonare Black metal, eppure i Funeral Mist hanno qualcosa che li fa viaggiare un passo avanti rispetto a molti dei loro colleghi. Con un certo coraggio ci propongono un classicissimo album di Black svedese a base di ritmi ultra veloci, in un periodo in cui non è certo questo il genere su cui puntare per un successo sicuro. Lontani anni luce da tutte le possibili contaminazioni che hanno investito la maggior parte dei prodotti, incapaci di concepire strutture che vadano al di là del canonico, escono con un album dalla semplicità disarmante, ma assolutamente non banale. Se spesso un gruppo può pagare la propria intransigenza divenendo la parodia di sè stesso, non è questo il caso della band svedese, la quale restituisce al genere una dignità che non è sempre facile trovare nelle ultime uscite.

Le scelte compositive non vengono mai minimizzate eccessivamente, e ogni soluzione, per quanto semplice possa essere, ha sempre e comunque un suo perchè: così per esempio in “Circle Of Eyes” riescono a creare una grande atmosfera pur girando sempre su una manciata di ritmi e di riff molto elementari. Effetto ottenuto combinando insieme al gusto compositivo una produzione che partecipa attivamente al portare fuori dalle casse il giusto spirito, e che nella sua semplicità si adegua alla situazione e da un grande apporto al lavoro.

Sicuramente quello da me citato è uno dei pezzi più particolari di tutto questo Salvation, mentre la media degli episodi è molto più diretta. Viene abbastanza spontaneo paragonare almeno in parte questa giovane band ai Marduk, anche se la componente atmosferica è molto più marcata e il feeling di base decisamente più malvagio. Pur viaggiando quasi sempre su tempi molto tirati, il cd riesce a non stancare e a farsi ascoltare fino in fondo più e più volte, regalandoci diverse sensazioni con lo scorrere dei brani; a spezzare il ritmo solo qualche breve intro, mai lunga al punto di annoiare, e comunque perfettamente integrata nel contesto malvagio in cui si muove l’album.

Gli spazi di innovazione sonora sono veramente pochi, e sempre sensati, come nei vocalizzi che ogni tanto appaiono in “Bread To Stone”. Certo non dominano la scena, anzi, al contrario, sono un piacevole contorno che mostra ancora una volta la cura di fondo dedicata alla stesura di questo lavoro. Piccoli “abbellimenti” (le virgolette sono necessarie visto che lo scopo di fondo di questo cd non sembra essere esattamente quello di risultare piacevole…) che sottolineano il gusto e l’intelligenza con cui è avvenuta la genesi di questo album. Un lavoro che è stato concepito per essere un tutt’uno, per veicolare attraverso ogni riff, ogni arrangiamento, ogni intro, la medesima sensazione.

Non ci sono dubbi, questo cd è un toccasana per tutti gli appassionati del Black metal tirato ed oscuro, un connubio che spesso porta a risultati pacchiani, ma che in questo caso sembra essersi realizzato a perfezione. La durata complessiva è forse esagerata (si supera infatti l’ora), ma questo è un aspetto secondario vista la mole di ottimo materiale che i Funeral Mist ci sparano con questo loro primo full-lenght. Materiale dedicato a tutti coloro che pensano che il Black metal in Svezia significhi solo Marduk…
Matteo Bovio

Tracklist
01. Agnus Dei
02. Breathing Wounds
03. Holy Poison
04. Sun Of Hope
05. Perdition’s Light
06. Across The Qliphoth
07. Realm Of Plagues
08. Circle Of Eyes
09. Bread To Stone
10. In Manus Tuas

Ultimi album di Funeral Mist

Band: Funeral Mist
Genere: Black 
Anno: 2018
79
Band: Funeral Mist
Genere:
Anno: 2003
83