Recensione: The Devil’s Asylum

Di Andrea Bacigalupo - 29 Agosto 2025 - 8:30
The Devil’s Asylum
Etichetta: steamhammer
Genere: Heavy 
Anno: 2025
Nazione:
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80

Bisogna sempre fare i conti con un po’ di soggezione quando si affronta il nuovo lavoro di una band storica. Un timore riverenziale, una sorta di rispetto verso quello cha ha fatto può offuscare il proprio giudizio e rendere difficoltosa la trasmissione ai lettori del proprio pensiero.

Si crea una naturale aspettativa che però può anche essere disillusa: se gli artisti continuano a proporre le stesse cose rischiano di trasformarsi in un cliché ed annoiare, se provano ad apportare dei cambiamenti al proprio stile, invece, rischiano di scontentare.

In ogni caso la recensione diventa una “bella gatta da pelare” perché bisogna riuscire ad andare oltre la propria soggettività. In poche parole: se un album non piace non è detto che non sia bello, che non sia importante, ma se si rimane delusi da una band storica diventa più difficile far proprio questo concetto e, di conseguenza, riuscire a trasferirlo.

Deve aver dato parecchi grattacapi recensire ‘South of Heaven’ dopo quella tempesta nucleare di ‘Reign in Blood’, figuriamoci ‘Load’ dopo ‘Metallica’, oppure analizzare brani come ‘Turbo’ o ‘Can I Play With Madness’, con tutti quei cambiamenti radicali, quasi in controtendenza ai caratteri stessi delle band.

I Vicious Rumors, anche se non hanno raggiunto gli apici degli autori dei titoli di cui sopra, sono comunque qualcosa di più di una band storica … loro hanno vissuto quel preciso periodo in cui sono state posate le fondamenta del cambiamento, partecipando ai lavori attivamente. Loro hanno fatto parte del mitico periodo musico-culturale conosciuto come “fine degli anni ‘70”, momento cruciale per la nascita e definizione dell’Heavy Metal “moderno”.

La transizione cominciò grosso modo nel ’78 e vide i Black Sabbath chiudere la loro prima era con ‘Never Say Day’ (l’ultimo lavoro con Ozzy e qui chi scrive non riesce a dire altro), ma anche la nascita degli Whitesnake ed il debutto dei Van Halen. Soprattutto i Judas Priest definirono il concetto di Heavy Metal come musica ma anche come attitudine con ‘Stained Class’ e ‘Killing Machine’, si formarono i Saxon ed i Motorhead, facendo un casino che non finisce più, dimostrarono che ci si può spingere anche oltre.

Nell’anno seguente, segnato dall’uscita di ‘Higway To Hell’, ultimo album degli AC/DC con Bon Scott, che morirà tragicamente poco dopo, la trasformazione si fece ancora più radicale: nacque la NWOBHM di Iron Maiden, Def Leppard, Demon, Grim Reaper, dei già menzionati Saxon e di decine di altri, ma si ebbe anche l’esordio degli Accept e il passaggio degli Scorpions a qualcosa di più metallico con ‘Love Drive’. La risposta da oltre oceano non si fece attendere: ai già attivi e bellicosi Riot e Blue Öyster Cult si affiancano gruppi come Savatage (all’epoca Avatar), Crimson Glory (con il nome di Pierced Arrow), Night Ranger, Exodus e pure i Vicious Rumors.

Vero che queste band esordiranno discograficamente negli anni successivi, ma nel 1979, nell’anno del cambiamento, erano lì, con le loro innovazioni e questo le rende particolarmente importanti.

I Vicious Rumors, passati i primi anni a consolidare la loro lineup (cosa mai del tutto riuscita, peraltro) cominceranno la loro vera attività discografica (ossia escludendo i demo dimostrativi) nel 1985 con ‘Soldiers of the Night’, ottenendo già un buon successo, pur dovendo sgomitare con quella che sarà la nuova evoluzione dell’Heavy Metal: il Thrash.

In un lago pieno di Piranha dal nome Metallica, Slayer, Anthrax, Megadeth, ecc. si rischiava veramente di fare da carcassa, ma quest’album ne uscì bene e così i molti successivi, tanto che i Vicious Rumors firmarono anche con la Atlantic, la major di AC/DC e Led Zeppelin.

Dalle origini la band non si è mai sciolta ed ha continuato a produrre, non fa parte di quei gruppi che sono tornati passata la mezza età rimettendo anfibi e chiodo al posto di ciabatte e vestaglia.

Ed anche se hanno cambiato tanti di quei musicisti da non riuscire a tenerne il conto (con ingressi anche importanti, come Vinnie More, che ha suonato sul primo album, Brad Gillis, Dave Starr e James Rivera), hanno avuto alti e bassi e hanno dovuto superare la morte del loro cantante Carl Albert, il loro carattere è rimasto indomito e battagliero.

The Devil’s Asylum’ è il 14° e nuovo album, disponibile dal 29 agosto 2025 tramite Steamhammer ed esce ben cinque anni dopo l’ultimo lavoro, ‘Celebration Decay’ del 2020.

L’attuale formazione vede sempre al timone l’inossidabile Geoff Thorpe, unico della prima squadra, affiancato ancora una volta dal batterista Larry Howe, presente in modo pressoché stabile, eccetto qualche momento, dal 1985 e poi da tre nuovi musicisti: Robin Utbulr al basso, Denver Cooper alla chitarra e Brian Betterton (in arte Chalice) alla voce, nati che i Vicious Rumors suonavano già da un po’ ma integrati benissimo nella loro mentalità.

Questo Full-Length, uscito quarant’anni dopo l’esordio, va ad allacciarsi a quelle epoche: Old School allo stato brado, niente più di questo.

La produzione è però moderna, evidenziando il rispetto delle proprie radici ma non una volontà nostalgica nel replicarle. Niente riverbero, niente toni troppo infernali, niente fustini del dixan come batteria: è l’Heavy Metal di ieri portato ad oggi.

La pulizia dei suoni consente di evidenziare un lavoro di chitarra sofisticato, con il solista che si muove nei territori dello Shredding senza però esagerare (il riferimento può essere il grande Criss Oliva) e tanti scambi armonici. Soprattutto viene privilegiata la melodia senza soffocare l’aggressione sonora, smussando ogni spigolo disturbante.

Quanto sopra aggiunto ad una voce forte in stile power, tanti cori e contro-voci per enfatizzare le narrazioni ed una ritmica impressionante rendono ‘The Devil’s Asylum’ un ottimo lavoro dal punto di vista tecnico.

La parte emozionale la fa il songwriting. Lo speed viene stilato con il contagocce e non è marcio come una volta, però è efficace (‘Bloodbath’ è la partenza che ci si aspettava, avvincente ed arrabbiata, ‘In Blood We Trust’ è più epica ma comunque è una bella bordata), mentre la maggior parte dei brani si muove su tempi dal buon tiro ma non eccessivo. Si distinguono la marziale e granitica ‘Dogs of War’, la prepotente ‘Butchers Block’, la sensuale ‘Wrong Side of Love’ e l’aspra ‘Boring Day in Hell’.

VERO Heavy Metal, in poche parole, senza fronzoli ma con parecchia cura per i dettagli.

Savatage, Def Leppard, Dokken, Judas Priest, Motley Crue, Hammerfall, Malice, Helstar, Iron Maiden (elencati veramente a caso), vengono in mente un po’ tutti e colpisce il fatto che molti di loro sono venuti dopo i Vicious Rumors e che, in qualche modo, sono in debito con loro perché ispirati da quel particolare momento storico di fine anni ’70.

Ottimo album, non adatto a chi cerca solo novità … ma chi appartiene a quella straordinaria epoca, non solo come età ma anche come indole, non potrà farne a meno. Gran bel ritorno Vicious Rumors, le mie aspettative non sono state deluse.

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85