Recensione: The Right To Rock [Reissue]

Di Francesco Maraglino - 20 Gennaio 2010 - 0:00
The Right To Rock [Reissue]
Band: Keel
Etichetta:
Genere:
Anno: 2010
Nazione:
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85

I rockers di lungo corso certamente hanno ben impresso nella memoria il video clip di “The Right To Rock”, primo successo dei Keel, datato 1985, piccolo grido post adolescenziale di ribellione nei confronti di chi, come le mogli dei membri del Congresso degli Stati Uniti, aveva intrapreso negli anni Ottanta una grottesca crociata essenzialmente di tipo censorio nei confronti del rock e dell’Hard’n’Heavy in particolare. “The Right To Rock” era tratto dall’omonimo full-length, secondo album dei Keel, band fondata dal singer Ron Keel, ex frontman degli Steeler, autori nel 1983 di un unico platter. L’esordio dei Keel, intitolato “Lay Down The Law” ed uscito nel 1984, aveva favorevolmente impressionato Gene Simmons, grande bassista dei Kiss, il quale prese la band sotto il manto protettivo suo e della sua label Gold Mountain Records, diventandone così il produttore.

TRTR – che raggiunse un onorevole 99° posto nella chart di Billboard – è oggi ristampato con bonus tracks da Frontiers Records, in occasione del suo venticinquesimo anniversario ed in coincidenza con l’uscita del nuovo CD della band intitolato “Streets Of Rock’n’Roll”.

Questa preziosa reissue ci catapulta dunque indietro di un quarto di secolo, nel vortice di un rock’n’roll stradaiolo, veloce (neanche una ballata da queste parti!), potente, in-your-face e talora sguaiato, molto debitore per certi versi proprio nei confronti della lezione dei Kiss del mentore Gene Simmons. E’ testimonianza di tale orientamento stilistico tanto per cominciare l’iniziale title-track, con i suoi riff taglienti ed i suoi cori da stadio ad accendere un piccolo grande inno al rock più duro, ma anche l’incendiario metal di “Speed Demon” (già presente sull’album d’esordio), dominato dalla voce acuta e potente di Ron Keel, il ritmo vertiginoso di “You’re The Victim (I’m The Crime)”, l’Hard rock di marca ottantiana di “Back To The City” e di “So Many Girls, So Little Time”.

Scanzonate e maggiormente catchy sono “Easier Said Than Done” e “Electric Love”, che rappresentano momenti di parzialissima tregua in un platter dominato in lungo ed in largo dalla voce grintosa, penetrante, a volte decisamente screaming del band leader, e dal gioco incisivo, implacabile ed a tratti devastante di riff ed assoli delle due asce Marc Ferrari e Bryan Jay . Si veda a tal proposito “Get Down”, dal ritmo marziale, cadenzato ma interrotto da improvvise e travolgenti accelerazioni.

“It’s Only Rock’n’Roll, But I like It”, direbbero i maestri Rolling Stones. I quali, guarda caso, vengono qui coverizzati dai Keel che riprendono la loro immortale “Let’s Spend The Night Together”, in una versione class metal piacevole e grintosa che ovviamente non raggiunge le vette inarrivabili dell’originale, ma rappresenta una chiara dichiarazione di profondo amore per il rock più stradaiolo e urla al mondo da quale parte i Keel si schierassero musicalmente.

Tra le bonus tracks di questa edizione troviamo (una volta tanto) una vera curiosità: una versione ri-registrata dell’inno che apre il platter, con la partecipazione dei fans chiamati via internet a cantarne il chorus, al quale partecipano anche un bel gruppo di guest-star come Paul Shortino (Rough Cutt, Quiet Riot), Lez Warner (The Cult), Ron Mancuso (Beggars & Thieves) ed altri membri della scena rock di Las Vegas, tra cui persino un improbabile Graham Russell degli easy listening e melliflui Air Supply!

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Track List:

01. The Right To Rock
02. Back To The City
03. Let’s Spend The Night Together
04. Easier Said Than Done
05. So Many Girls, So Little Time
06. Electric Love
07. Speed Demon
08. Get Down
09. You’re The Victim (I’m The Crime)

Bonus:

10. Easier Said Than Done (remix)
11. The Right To Rock (new version)


Line Up:

Ron Keel – Voce / Chitarra
Marc Ferrari – Chitarra / Voce
Bryan Jay – Chitarra / Voce
Kenny Chaisson – Basso / Voce
Dwain Miller – Batteria / Voce

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