Recensione: Horror Metal

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“Horror Metal”: un’etichetta affibbiata ai Cadaveria più dagli addetti ai lavori, per esigenze di catalogazione, che non dal gruppo stesso. Una definizione che tuttavia si sposa perfettamente alla loro immagine e che i Nostri hanno adottato in pieno, arrivando persino a usarla come titolo per il loro quarto disco sulla lunga distanza.

Una definizione, però, tutto sommato vaga, che in un certo senso ha dato loro nel tempo la possibilità di spingersi oltre, di provare a sperimentare soluzioni differenti, piuttosto che rimanere ancorati a un genere ben preciso. La loro musica, infatti, attualmente spazia tranquillamente dal gothic/doom al black/death/thrash, sviluppando ‘sinfonie’ tetre e crepuscolari, nelle quali il comune denominatore è rappresentato dal gusto per i testi legati alla stregoneria e all’occultismo, così come le atmosfere intimiste e, per l’appunto, orrorifiche.

La band si forma nel 2001 in seguito all’uscita di Cadaveria (voce) e Flegias (batteria) dagli Opera IX, ai quali si uniscono Frank Booth alla chitarra e Killer Bob al basso. A distanza di circa undici anni la formazione è rimasta sostanzialmente invariata, ma si segnala il recente ingresso di Dick Laurent ad affiancare Booth alla chitarra. Scelta spiegabile con la volontà di dare maggiore corposità e spessore alle composizioni, per quello che con buona probabilità è il loro album più duro e compatto. A ciò contribuisce anche una produzione molto corposa, quasi ‘swedish’ per quanto concerne le chitarre, che permette a Flegias di esprimere tutto il proprio potenziale distruttivo e una certa varietà di soluzioni dietro alle pelli (senza mai sovrastare gli altri strumenti), così come al basso di Killer Bob di ritagliarsi il giusto spazio con un suono dotato di buona profondità. Da questo magma sonoro emerge poi la voce della talentuosa Cadaveria, ora eterea, evocativa e sensuale, ora fredda e spietata. Basta ascoltare l’ottima opener “Flower in Fire” (uno dei migliori brani in scaletta) per avere la conferma delle sue doti canore e della molteplicità dei registri usati sapientemente. L’apertura è affidata a un tetro arpeggio sul quale la cantante tesse un’oscura litania sussurrata, poi all’ingresso vigoroso delle chitarre si affida a un buon growl profondo, ma il meglio di sé lo sfoggia in occasione del ritornello, regalandoci un emozionante e maestoso tono alto ma sporco.

Pur avendo elaborato uno stile piuttosto personale, derivante dalle passate esperienze dei musicisti coinvolti, l’ascolto di “Horror Metal” riporta talvolta alla mente sonorità tipicamente nordeuropee. Innanzitutto il Regno Unito, con i primi lavori della celebre triade Anathema, My Dying Bride, Paradise Lost e non solo; in secondo luogo con realtà del panorama scandinavo come Tiamat e Katatonia (come non citare per esempio “The Day of the After and Behind” o la multiforme “The Oracle”). Danno poi il senso dell’ampiezza della loro proposta brani come “The Night’s Theatre”, nel quale un rifferama in stile Carcass (qualcuno ha detto “Corporeal Jigsore Quandary”?) si contrappone a un refrain del più melodico gothic sinfonico; oppure le sfuriate thrash di “Whispers Of Sin”, evidentemente care ai due Necrodeath: Flegias e (l’ex) Killer Bob. O, ancora, le ‘doomeggianti’ divagazioni sabbathiane di “Apocalypse”, le contaminazioni groove su un tessuto marcatamente black di “Requiem” e le sperimentali atmosfere dark di “Hypnotic Psychosis”.

In conclusione, “Horror Metal” si candida tra i migliori parti artistici della cantante piemontese. Un album forse non perfetto, per l’intrinseca difficoltà nel far convivere al suo interno anime tanto differenti. Un disco che indubbiamente richiede ripetuti ascolti per svelarsi in tutte le sue varie sfumature, ma proprio questa eterogeneità conferisce alle composizioni una certa longevità. D’altra parte i Cadaveria si sono presi ben cinque anni dal precedente “In Your Blood” per mettere a fuoco le coordinate stilistiche del nuovo full-length e ritengo che non si tratti di un punto di arrivo per la band, ma di un nuovo, promettente, inizio.

Orso “Orso80” Comellini

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Tracce:
1. Flowers In Fire 6:51
2. The Night’s Theatre 5:01
3. Death Vision 5:02
4. Whispers Of Sin 3:43
5. Assassin 5:08
6. The Day Of The After And Behind 5:48
7. Apocalypse 6:01
8. The Oracle (Of The Fog) 5:06
9. Requiem 5:17
10. This Is Not The Silence 5:35
11. Hypnotic Psychosis 3:15

Durata 57 min. ca.

Formazione:
Cadaveria – Voce
Frank Booth – Chitarra
Dick Laurent – Chitarra
Killer Bob – Basso
Marçelo Santos (aka Flegias) – Batteria

 
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