Recensione: The Solace System [EP]

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Tanta roba. Pure troppa per un disco solo. Ad un anno dall’uscita dell’eccellente “The Holographic Principle”, gli Epica consegnano alle stampe questo nuovo EP, dal titolo “The Solace System”, contenente il materiale non pubblicato nell’ultimo full-length ma comunque registrato durante le sessioni in studio dello scorso anno negli olandesi Sandlane Recording Facilities, poi prodotti da Joost van den Broek. Sei brani che considerata la qualità complessiva non costituiscono affatto un trascurabile B-side, tanto che alcuni di essi sono usciti dalla tracklist definitva dell’album succitato per un soffio, un momento prima di essere dato alle stampe. Per l’occasione è stata commercializzata anche una “Ultimate Edition” di “The Holographic Principle” composta da 3 CD: l’album, il bonus disk con le tracce in acustico ed il nuovo EP. 

Spezziamo una lancia in favore di questa operazione: nel mondo della musica liquida già pubblicare un album dal minutaggio elevato con molti brani non è una scelta redditizia, e sprecare tutto l’ottimo materiale registrato in un colpo solo con un doppio/triplo CD non sarebbe di certo stata la soluzione più giusta per i ragazzi. Accogliamo dunque ben volentieri il ritorno delle medesime tematiche psico-quantistico-futuristiche che abbiamo potuto apprezzare in particolare negli ultimi due dischi degli olandesi, assieme alla riproposizione delle sonorità iper-bombastiche marchio di fabbrica della band, con i numerosi layer sonori e le stratificate sovraincisioni tra batteria possente, riffoni, cori, orchestra, percussioni, strumenti etnici e quant’altro possa valorizzare la bella voce di Simone Simons e l’aggressività di Mark Jansen.

Anche nel Sistema della Consolazione gli Epica non si fanno mancare nulla nonostante il formato ridotto, dalla stellare “Architect of Light” che alterna momenti più melodici e corali ad un bell’attacco di doppio pedale e growl con delle ottime sezioni di archi e tastiere, fino alla ballata “Immortal Melancholy” che avevamo già sentito nell’edizione limitata del full-length in versione acustica, valorizzata da un arpeggio di chitarra che forse è ancora più appropriato per narrare la storia straziante di una coppia di malati terminali che ricorrono all’estremo gesto dell’eutanasia per abbandonarsi assieme all’abbraccio della morte. In mezzo ci sono brani più tirati come la martellante “Fight Your Demons”, “Wheel of Destiny” e la raffinata “Dedoced Poetry”. Ogni brano, come da buona tradizione in casa Epica, alterna momenti più melodici ed intensi alle consuete mazzate con riff tecnici e possenti. Unica nota negativa i video promozionali disponibili su youtube, animati davvero in maniera dilettantistica, ai limiti di un brutto nonsense. Ok il minimalismo, ma si poteva fare decisamente meglio. 

The Solace System” è insomma un must-have per tutti i fan degli Epica, che non rimarranno delusi da un lavoro che si attesta sugli stessi livelli del disco che l’ha generato, ora disponibile in un’edizione tripla davvero ghiotta. Ma questo lavoro è anche una buona occasione per chi ancora dovesse approcciarsi all’estrema magniloquenza e prolissità di questa band, con un EP decisamente più assimilabile nei suoi trenta minuti complessivi. Come raffigurato nell’artwork, un abbraccio cosmico di consolazione non lo si dovrebbe negare a nessuno: l’ossitocina fa bene alla salute almeno quanto il metallo pesante!
 

Luca “Montsteen” Montini
 

 
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