Recensione: Savagery and Salvation
I Chatode U.L.T sono una band proveniente dal Kentucky, nata nel 2023 e con all’attivo tre EP: ‘Coal Horse’ e ‘Orphan Source’, entrambi del 2024, e poi questo ‘Savage and Salvation’, autoprodotto e disponibile dal 24 gennaio 2026.
La loro proposta è uno Sludge costituito da elementi estrapolati dal Doom e dall’Hardcore Punk ma che attinge anche dal Thrash/Death. Dunque, il mondo sonoro in cui cercano di far immergere l’ascoltatore non è solo ipnotico e dai contorni sbiaditi, ma è anche aggressivo e ruvido, carico di un’insana ferocia.
‘Savagery and Salvation’ è un viaggio dentro zone paludose opprimenti e selvagge, cariche di pericolo ed avvolte in un’atmosfera che è al tempo stesso densa ed impalpabile.

Un viaggio che inizia attraverso la trama acustica che introduce ‘Vorpal Lord’ (il primo dei sei brani della Track-list), dalle linee ipnotiche che destabilizzano ed infondono un inquietante senso di solitudine che viene reso ancora più profondo dall’innesto di tastiere antiche che lo completano. Quando l’intro si ferma, quasi di colpo, si sa che questo è un percorso che si farà da soli, senza neanche sapere bene quale è la meta e cosa s’incontrerà lungo la strada. Il brano riprende sempre immerso nello stesso clima psichedelico ma esplodendo in un riff duro e sporco per poi proseguire con un cantato iroso e ruvido, dalla natura selvatica, rallentando sul finire portando una malvagia confusione.
Caos e rabbia s’incanalano per via naturale nel secondo brano, ‘Pursued by the Mage’, dal riff urgente e tagliente, ridondante al punto da diventare soffocante, i ritmi martellanti ed insinuanti e l’assolo claustrofobico.
Poi, con ‘Cross the Line’ e ‘Vicious Heroes’, il paesaggio già ostile e pesante diventa una follia vorticosa, una giostra impazzita dove ordine e disordine non hanno più significato. La collera sale a livelli altissimi, la voce Hardcore di Sol. E. Williams vira paurosamente verso il Death Metal e tutto diventa ancora più scuro.
Con ‘Breach’ il paesaggio non si stabilizza ma riprende un minimo di contorno, l’aggressività domina ma la follia rientra con addirittura qualche istante fuggevole di orecchiabilità nel refrain ed un’ostentata ritmica Punk Rock.
Chiude l’album la strumentale ‘Face the Mountain’, marziale, che avanza come un indomito carro armato squarciando il panorama surreale di ‘Savagery and Salvation’.
Concludendo, questo terzo lavoro dei Chatode U.L.T ne conferma il potenziale attraverso sei brani selvatici, dal sound sporco ed ipnotico ma incisivo e furente, la cui scabrezza è anche l’elemento che rende l’ascolto scorrevole e coinvolgente. La band è in sicura crescita, mostrando idee chiare e valide: il suo mondo è fangoso ed oscuro ma la strada che percorre è chiara e nitida. Attendiamo il vero album per averne conferma.
