Doom Gothic

Come Doom e Gothic Metal hanno plasmato l’Underground serbo capitolo 5

Di Valeria Campagnale - 11 Novembre 2025 - 14:58
Come Doom e Gothic Metal hanno plasmato l’Underground serbo capitolo 5

Il panorama metal serbo è noto per la sua forza nell’estremo (Black, Death e Thrash), ma il Doom Metal e il Gothic Metal hanno da tempo scolpito una nicchia significativa nell’underground. Questi generi, più che esistere in forme pure, si manifestano attraverso l’ibridazione, riflettendo una scena che, a causa di sfide logistiche e di mercato, ha saputo trovare forza e originalità nella fusione di stili.
Il Doom Metal, con i suoi tempi lenti, riff pesanti e atmosfere oppressive, ha messo radici in Serbia a metà degli anni ’90, spesso intersecandosi con la furia dell’Hardcore e l’aggressività dello Sludge. Il Gothic Metal invece, segue l’onda della tradizione europea, nata dalla fusione tra Death-Doom e atmosfere sinfoniche/melodiche (sulla scia di band come Paradise Lost e Type O Negative). In Serbia, questa vena è meno popolare rispetto al Death/Black, ma mantiene una presenza costante.

 

The Bloody Earth: L’eredità oscura del Death Doom 

La band The Bloody Earth detiene un posto di rilievo nella storia della musica estrema balcanica, essendo riconosciuta come la prima Death Doom band serba. Formata nel 1995, la band ha contribuito a forgiare il genere nel panorama nazionale, fondendo la pesantezza marziale del doom metal con l’aggressività e le atmosfere oscure del death metal. Nonostante l’impatto storico, la loro prima incarnazione ebbe vita breve, sciogliendosi pochi anni dopo la pubblicazione del suo album di debutto “Requiem Of Weeping Souls” rilasciato per Butcher Sound nel 1997. Debutto fondamentale della band, originariamente pubblicato solo in MC, è stato ripubblicato in formato CD nel 2003.
Tuttavia, questo periodo iniziale ha lasciato un’impronta significativa, cementando la loro reputazione di pionieri. Nel 2015, il progetto ha vissuto una vera e propria reincarnazione e da allora è rimasto attivo e produttivo. Questo ritorno ha permesso a The Bloody Earth di riconnettersi con i fan storici e di attrarre una nuova generazione di ascoltatori, portando avanti l’eredità del Death Doom con una line-up che oggi include musicisti come Goran Mladenović (chitarra), Marko Tričković (organo, voce) e Dušica Antić (voce).

Nel 2017 i The Bloody Earth hanno rilasciato per Miner Records il full-length “Inevitable” pubblicato dopo la “reincarnazione” del 2015 e contenente sei brani.

La loro continua attività ha recentemente portato alla pubblicazione, all’inizio del 2024, di un nuovo EP di tre tracce, “Crnoslovlje”, distribuito in un’edizione limitata che ha incluso brani inediti come “Rise From The Earth, Father!”, una rielaborazione di un loro classico e persino una cover come omaggio al compositore Zoran Simjanović, a dimostrazione della loro volontà di guardare sia al passato che al futuro.

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Svarog: Simbolo del Doom/Sludge Underground Serbo

Formatisi a Belgrado nel 1993, gli Svarog si sono rapidamente affermati come una delle band più significative e seminali nel panorama della musica pesante dell’Europa orientale. Sono considerati non solo pionieri ma anche tra i rappresentanti più importanti del genere Sludge/Doom Metal nella regione. La loro forza distintiva risiedeva nella capacità di fondere la lentezza opprimente e il peso sonoro del Doom e dello Sludge con l’energia grezza e l’attitudine viscerale dell’Hardcore Punk. Questa miscela implacabile ha creato un sound immediatamente riconoscibile, posizionando Svarog all’avanguardia di un nuovo movimento. Emergendo nel contesto turbolento e difficile della Serbia degli anni Novanta, Svarog è diventato un vero e proprio simbolo della musica underground serba. La loro musica non era semplicemente intrattenimento, ma un’espressione cruda e potente che risuonava con la frustrazione e la resilienza di una generazione alle prese con profonde trasformazioni sociali e politiche. Attraverso il loro suono denso e la loro etica DIY di stampo Hardcore, Svarog ha lasciato un’impronta indelebile, cementando la propria eredità come una delle band fondamentali che hanno plasmato il volto del metal estremo nella penisola balcanica. La discografia degli Svarog si presenta eccezionalmente prolifica, evidenziando un periodo di intensa creatività e produzione. La band ha pubblicato .

La discografia degli Svarog è sorprendentemente concisa. Il gruppo, la cui attività principale si è concentrata tra il 1993 e il 1996, non è riuscito a pubblicare un album in studio completo prima del suo scioglimento. Tuttavia, ha inciso la “Demo 1994” e, ha lasciato un’unica e fondamentale testimonianza della sua energia grezza e della sua attitudine Hardcore/Doom: l’album dal vivo Smor”, unica pubblicazione ufficiale e di riferimento del gruppo, registrato dal vivo il 5 novembre 1994 durante un’esibizione al celebre club KST di Belgrado. Questo lavoro fu pubblicato nel 1995 su musicassetta tramite l’etichetta indipendente della band stessa, la Gong. L’album è un manifesto della loro combinazione sonora brutale, catturando la densità del Doom e dello Sludge mescolata con l’immediatezza del Punk. Conteneva tredici tracce, incluse cover di band influenti come i Discharge (“Final Bloodbath”) e i Black Sabbath (“Electric Funeral”). Nonostante la band avesse iniziato a registrare materiale per quello che sarebbe stato il loro album di debutto in studio, il progetto fu interrotto e il materiale rimase inedito a causa del loro scioglimento avvenuto all’inizio del 1996. Pertanto, Smor” rimane la pietra angolare e la prova tangibile dell’eredità degli Svarog come simbolo dell’underground serbo dell’epoca.

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Darkshines: L’Alba Oscura del Gothic Thrash Metal Serbo

 

Nati nel cuore della Serbia, a Kragujevac, i Darkshines rappresentano un’anomalia creativa nell’intensa scena heavy balcanica. Fondata all’inizio del 2003 dai chitarristi Branislav Blagojević e Ivan Ilić, la band si è prefissata un obiettivo ambizioso: superare i confini del metal locale attraverso una fusione sonora inedita. Il loro sound, spesso etichettato come Gothic/Thrash Metal o Progressive Gothic Metal, mescola l’aggressività ritmica con atmosfere malinconiche, un marchio distintivo che li ha resi un’entità unica.
La formazione iniziale, che comprendeva la talentuosa cantante Jelena Savković, insieme al bassista Branko Stiković e al batterista Vojin Ratković, si impegnò subito nella registrazione del primo album. Il debutto, intitolato “Where”, vide la luce nel giugno 2005, pubblicato sorprendentemente dalla PGP-RTS, la più grande etichetta serba, mossa che conferì loro una visibilità insolita per una band metal. Il disco stabilì immediatamente l’identità del gruppo, unendo la pesantezza tipica dell’Heavy Metal con melodie evocative, tastiere ben dosate e l’elemento chiave della voce femminile. Nel corso degli anni, i Darkshines hanno cementato la loro reputazione attraverso un’intensa attività live, suonando in festival di grande richiamo come l’EXIT Festival e l’Hard’n’Heavy Festival. Nonostante alcuni cambi di formazione — che hanno visto, tra gli altri, l’alternarsi delle cantanti e l’ingresso di Ratko Petrović al basso — la band ha continuato a produrre musica.
Il loro percorso discografico include il secondo album, “Love Is Never Ending” (2008), e il più recente “Predaj se” (2022), dimostrando una longevità e una resilienza tipiche delle migliori formazioni underground serbe. La loro musica è la sintesi riuscita tra il ritmo serrato e potente derivante dal Thrash Metal e l’introspezione melodica e le armonie oscure del Gothic, creando un ponte tra la forza bruta del metal estremo e un’eleganza compositiva, confermando i Darkshines come una delle voci più originali del panorama heavy serbo.

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Invisible Hate: Doom Metal Old-School

Gli Invisible Hate sono un’intrigante band Doom Metal originaria di Kragujevac. Formati nel maggio del 2017, si sono rapidamente distinti nella scena underground grazie al loro inconfondibile sound Old-School.
La loro musica non si limita a celebrare il doom tradizionale, ma lo arricchisce con una fusione di influenze che spaziano dal death metal al Rock Psichedelico e persino allo Stoner metal, creando una proposta sonora densa e viscerale.
Nonostante la loro relativa giovane età, gli Invisible Hate hanno già lasciato il segno con l’EP intitolato “Holy Murder” e il singolo “The Enlightener”, entrambi pubblicati nel 2020. L’EP “Holy Murder” include anche una particolare reinterpretazione, la cover di “Cromwell” dei Reverend Bizarre.

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Mortuary Hearse: Il Doom/Stoner che nasce dalle ceneri del Black Metal

Mortuary Hearse, duo serbo di Doom/Stoner Metal proveniente da Belgrado, noto per aver unito le forze nel tentativo di esplorare sonorità diverse rispetto ai loro progetti precedenti.
I Mortuary Hearse sono stati fondati dai musicisti conosciuti con gli pseudonimi di H.W.Dn. Paulus (chitarra e basso) e H.nB.Pr. Alexandros (chitarra e voce). Nonostante i nomi d’arte, i due membri sono figure già note nella scena metal underground serba, dove sono conosciuti come Pakost e Maledictor, rispettivamente, e sono attivi principalmente nella band Black Metal Aura Mortis.
La loro decisione di formare i Mortuary Hearse ha sorpreso molti, dimostrando la versatilità dei due artisti nel passare dal Black Metal atmosferico e aggressivo a un sound più pesante, lento e groovy tipico dello Stoner/Doom.
Il debutto della band è avvenuto con l’EP “The Cosmic Urn”, pubblicato il 25 giugno 2023 come uscita indipendente su Bandcamp.
Nonostante la brevità (circa 20 minuti), “The Cosmic Urn” è stato accolto come un’ottima introduzione alla band, che ha dimostrato fin da subito una notevole padronanza del genere e una produzione sonora “croccante e fuzzosa”, fedele allo stile.
I Mortuary Hearse sono attualmente una band indipendente e continuano a operare nella scena underground serba.

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Shadowed: Quando l’orrore di Lovecraft incontra il Doom 

Gli Shadowed sono un progetto emergente della scena metal serba, originario di Novi Sad. Sebbene siano stati fondati nel 2024, si sono subito distinti per un approccio stilistico molto specifico e tematicamente coeso. La band si colloca nel sottogenere Blackened Doom Metal. Questo stile unisce la lentezza, la pesantezza e l’atmosfera opprimente del Doom Metal con elementi aggressivi, il tremolo picking e il screaming (o growling) tipici del Black Metal, creando un sound che è al contempo cupo, glaciale e brutale.
Un elemento distintivo del loro lavoro è l’ispirazione diretta all’universo letterario di H.P. Lovecraft, lo scrittore statunitense noto per il suo “Cosmic Horror” che suggerisce che i loro testi trattano di entità cosmiche, follia, decadenza e un senso di terrore incommensurabile.
Nonostante la formazione recente, gli Shadowed hanno già pubblicato del materiale in modo indipendente, ponendo le basi per il loro sound: l’ EP “Stormbound” pubblicato nel 2024 e, sempre nello stesso anno, i singoli The Outcast” e “Endless Voyage”.
In sintesi, Shadowed è un nome da tenere d’occhio per gli appassionati di sonorità estreme che apprezzano la fusione tra la lentezza catacombale del Doom e l’aggressività fredda del Black Metal, il tutto filtrato attraverso le inquietanti visioni del Pantheon Lovecraftiano.

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Smokecastle: Tra Esoterismo e Stoner/Doom

Altra band molto interesante sono i Smokecastle sono emersi nel panorama metal di Belgrado, a metà del 2022, imponendosi rapidamente come una forza da non sottovalutare nella scena Doom e Stoner dell’Europa sud-orientale. La band si distingue per l’adozione di uno stile sonoro molto specifico, l’Occult Stoner/Doom Metal, che mescola la lentezza monolitica e la pesantezza del doom con il groove ipnotico, il fuzz denso e gli spunti più sporchi e viscerali dello Sludge Metal. Il quartetto, composto da Orroth alla voce, Aziuris alla chitarra, Eysh al basso e Saturn alla batteria, opera come entità indipendente. I musicisti utilizzano pseudonimi che alimentano l’atmosfera mistica del progetto, la cui identità ruota attorno a tematiche esoteriche e all’occulto.
Questa ossessione per il misticismo è palpabile nel loro EP di debutto del 2023, “Stardust”. Le quattro tracce del lavoro non sono semplici canzoni, ma vere e proprie formule cerimoniali. Brani come “Aeon Of Horus” e “Nuit”, con i loro riferimenti diretti alla dottrina Thelemica dell’occultista Aleister Crowley, sottolineano l’intento dei Smokecastle di offrire un’esperienza d’ascolto che sia al contempo pesante e cerimoniale, proiettando l’ascoltatore in un universo di fumo denso e antiche invocazioni. I Smokecastle rappresentano un’aggiunta notevole e affascinante alla fiorente scena Doom serba.

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Temple Of Gnosis: Quando l’Alchimia Oscura plasma il Metal Estremo

I Temple Of Gnosis non sono semplicemente una band; sono la manifestazione sonora di un processo mistico e profondo. La loro stessa essenza rappresenta un’oscura progenie del Nigredo, o annerimento, il cruciale primo stadio della trasmutazione alchemica. Questo concetto, che nella tradizione esoterica segna la dissoluzione e la putrefazione della materia spirituale, è la base per la successiva trasformazione dell’anima, un percorso doloroso che punta all’Illuminazione e alla trascendenza dello spirito a un livello Divino. La loro musica è il canale attraverso il quale questa “forza alchemica” si riversa nel piano fisico. Il sound dei Temple Of Gnosis è una combinazione densa e complessa di generi estremi e atmosfere rarefatte: un Death/Doom Metal solenne e pesante si fonde con orchestrazioni notturne sinfoniche e passaggi di Dark Ambient. Il risultato è una musica che suona tanto epica quanto catacombale, un’esperienza sensoriale avvolta nel Grande segno della Gnosi e potenziata dall’uso di archetipi esoterici e occulti.
Temple Of Gnosis si pone, quindi, come un vero e proprio emblema per un’Era che sta per arrivare. Il loro messaggio non è solo di distruzione, ma di preparazione: un monito su un’Era di Grandi Decisioni e Giudizio imminente. Secondo la loro visione, solo i “pochi saggi” che comprenderanno la vera gnosi e supereranno le prove alchemiche dell’anima saranno destinati a sopravvivere, trascendendo il caos che si prospetta. Il loro lavoro è un’apertura verso l’ignoto, un invito a intraprendere il sentiero oscuro della conoscenza.
La discografia della band si articola nell’ EP “Mysterivm Magnvm” pubblicato nel 2015 per Goathorned Productions in 300 copie, nello stesso anno è seguito il singolo “Tree of Life” mentre, nel 2016, i Temple Of Gnosis hanno pubblicato il primo Full-length “De Secretis Naturae Alchymica” per l’etichetta Aeternitas Tenebrarum Musicae Fundamentum.

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Kali Juga: Il supergruppo Stoner/Doom 

Kali Juga (Кали Југа) è una band stoner/doom metal di Belgrado, formatasi a maggio 2025, con la pubblicazione del suo primo album di otto canzoni, intitolato “Smrt Svetu”. La band è composta da membri del gruppo Kobold, Speed Metal band serba con esibizioni importanti, le più recenti delle quali a Malta, Londra (Regno Unito) e al festival Tolminator 2025 in Slovenia, Terrorhammer, la più nota Black/Speed Metal band serba e  Goatmare & The Hellspades, anchessa nota band Psychobilly della regione, rendendo di fatto questo nuovo gruppo un supergruppo di musicisti esperti della scena regionale.
Attualmente, i Kali Juga hanno in programma un tour promozionale di otto date in Serbia, dove supporteranno la già citata band Goatmare & The Hellspades in due città, e, come evento principale del 2025, apriranno per la leggendaria band Doperlord al loro concerto a Belgrado. Una delle date in programma è anche un’esibizione al Reeferfest a Malta, da definirsi se nel 2026 o 2027.
L’album “Smrt Svetu” è disponibile su tutte le piattaforme di streaming, nonché sui canali Stoner/Doom più famosi.

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Abonos: Storia di un Opera Goth Metal che incontra la poesia

Gli Abonos si è formato alla fine del 1999 a Belgrado, come una band metal. A causa delle molteplici differenze tra i membri e dei diversi stili che li influenzavano, la loro musica si è sviluppata inizialmente come un complesso Opera Metal che univa voci femminili e maschili, tastiere e sezioni di chitarra in stile Thrash. La formazione originale comprendeva Jakša Vlahović alla chitarra, sua sorella Marta Vlahović alla voce e alle tastiere, affiancati da Marija Dokmanović (anch’essa a voce e tastiere), Nikola Vrhovac (chitarra), Vladimir Lalić (voce e basso) e Milan Janković alla batteria. Nel 2001, il gruppo ha registrato la primo demo ufficiale “Promo 2001” contenente sei brani e, l’anno successivo, è apparso sulla compilation “Demo Express 202”, pubblicata da Rock Express Records e Radio 202, con la canzone intitolata “Izlaz“.
L’album di debutto, omonimo, è stato registrato nel corso del 2003 presso Kazablanka Studio di Belgrado. La pubblicazione ufficiale è avvenuta il nel dicembre 2004, attraverso l’etichetta discografica indipendente della band, Porodična Manufaktura. Nel 2006 la formazione ha subito dei cambiamenti: Vrhovac, Lalić e Marta Vlahović hanno lasciato il gruppo, venendo rimpiazzati da Jovan Prokopić (Seraphim) e Tomas Ljumović.
Nel 2007, la band ha lanciato il singolo “Urlik“, che era allegato al libro di poesie “Oka da ne ispustim dah” del poeta Milan B. Popović, autore proprio del testo di “Urlik”. Per l’occasione, Jakša Vlahović ha anche curato il design e le illustrazioni del libro. Il singolo, prodotto da Srđan Branković (membro degli Alogia), ha anticipato l’annuncio di un nuovo album in studio. Infine, nel 2010, “Urlik” è stato incluso nella compilation “Vreme brutalnih dobronamernika”, una raccolta di brani realizzati da diciassette band basati sulle poesie di Milan B. Popović.

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