Epic

Intervista Battleroar (Kostas Tzortzis)

Di Stefano Ricetti - 24 Giugno 2026 - 14:00
Intervista Battleroar (Kostas Tzortzis)

Intervista agli epic metaller greci Battleroar nella persona del chitarrista fondatore Kostas Tzortzis, unico rimasto della prima line-up della band che nel corso del 2026 ha pubblicato Petrichor (qui recensione), il sesto album della propria storia.

Buona lettura

Steven Rich

 

 

Ciao Kostas, qual è stato il motivo che ti ha spinto a formare i Battleroar intorno al 2000?

Ciao Stefano! [In italiano, ndr] Grazie per l’opportunità di parlare ai lettori di Truemetal! Beh, abbiamo formato la band 26 anni fa solo per suonare la musica che ci piaceva e divertirci, ispirandoci alle band che amavamo. Nessun piano serio o altro.

 

Quali erano le vostre band di riferimento e le influenze nei primi tempi?

La lista potrebbe risultare lunga, comunque: alcune delle più importanti dell’epoca, quindi, sicuramente Manilla Road, Omen, Cirith Ungol, Manowar, Bathory, Running Wild, Heavy Load, Candlemass, Bolt Thrower ma ce ne sarebbero molte altre…

Ti capita mai di pensare al fatto che sei l’unico membro rimasto della formazione originale dei BATTLEROAR?

Well, it is what it is. La vita porta con sé dei cambiamenti e o ci si sa adattare oppure si devono fare delle scelte. Però dopo tanti anni, preferirei parlare di prima formazione più che di band “originale”. Da parte mia ho intenzione di continuare così finché ne sarò capace e non mollare di un millimetro! So… forward march!

 

Che fine hanno fatto gli altri? Sei rimasto in contatto con qualcuno di loro?

Direi di no, con la maggior parte di loro non ho più alcun rapporto, se capita di incrociarci è per caso.

 

 

Come è nato il vostro approccio con No Remorse Records?

Conosco Chris Papadatos (il proprietario dell’etichetta) sin dagli inizi dei Battleroar e abbiamo avuto qualche contatto negli anni. Ora abbiamo deciso di collaborare e realizzare questo progetto insieme. Finalmente, direi!

 

Cosa significa il termine Petrichor?

Petrichor identifica l’odore che si sprigiona su di un terreno secco quando inizia a piovere. È qualcosa che tutti noi abbiamo percepito nella nostra vita ed è lo stesso per tutte le persone fin dall’inizio dei tempi, un’essenza   primordiale che porta con sé ricordi, sentimenti e storie.

 

Battleroar, Petrichor, 2026 

 

Forniscimi la tua definizione dei vostri lavori.

Battleroar (2003) – L’inizio! Ignorante, puro e true!

Age of Chaos (2005) – Un viaggio dentro l’Epica oscura, emotiva, un netto passo avanti.

To Death and Beyond… (2008) – Il raggiungimento di un livello superiore, senza dubbio. Epico, pesante e grezzo.

Blood of Legends (2014) – Un approccio diverso… un nuovo cantante, formazione rinnovata. Più Doom, più lirico, più epico!

Codex Epicus (2018) – Oscuro e interiore. Cori e suoni etnici.

Petrichor (2026) – Maturo. Niente di ulteriore da dimostrare. Il Metallo che ci piace fare… epico al massimo.

 

Non pensi che i numerosi cambi di cantante abbiano rallentato un po’ il percorso dei Battleroar?

Mhhhhh… forse sì, forse no… Non ho mai inteso i Battleroar come un mezzo per fare carriera, l’intento era solo continuare a creare musica e condividerla con le persone. Forse con un cantante stabile le cose sarebbero potute andare meglio, più velocemente, ma è altrettanto vero che allora non avrei avuto la possibilità di comporre con tutti gli altri ragazzi, di talento, che si sono avvicendati nella line-up.

 

Esistono ancora riviste heavy metal specializzate in Grecia che si possano acquistare in edicola?

 A quanto ne so, solo Metal Hammer.

 

 

Kostas Tzortzis, il primo in alto a sinistra 

 

Tuoi pensieri e parole sulle seguenti band.

Medieval Steel – “Medieval Steel”. Una grande canzone, ma solo una.

Virgin Steele – Una band un tempo gloriosa con un tiro incredibile sino a House of Atreus part 1.

Saxon – Una delle più grandi band heavy metal al mondo!

Heavy Load – Una band unica… Pionieri! Melodie ed energia incredibili! Avrei voluto poterli vedere nei primi anni ’80! Dobbiamo a loro il nostro nome, che deriva dal testo della canzone “Singing Swords”.

Omen – Una delle nostre principali influenze e amici che ci hanno aiutato parecchio all’inizio. Kenny Powell è il nostro “padre” spirituale, è stato un grande onore condividere con lui il palco e il tempo passato insieme! Personalmente gli devo molto!

ManowarThe senior grandmasters of our music… un gruppo che va oltre il concetto di semplice band… i loro primi dieci anni costituiscono L’Olimpo dell’Epic Metal! All hail!

Manilla Road – Il motivo principale per cui esistono Battleroar… Mark Shelton era mio mentore, mio fratello, mio amico, la mia motivazione… nessuna parola può descrivere il nostro legame. La loro musica è parte della mia anima.

 

Quali band italiane conosci?

Molte, e le reputo di ottimo livello. I fratelli Doomsword sono i miei preferiti, credo, ma mi piacciono anche Andramelch, Battle Ram, Gunfire, Holy Martyr, Wotan, Dark Quarterer e tante alter grandi band, soprattutto dell’underground! Ovviamente, poi, andando più sul mainstream, impossibile non citare Rhapsody e Death SS.

 

Penso che l’Epic Metal sia molto apprezzato sia in Italia che in Grecia perché i nostri due Paesi vantano secoli di storia maestosa. Sei d’accordo?

C’è della verità nelle tue parole. Molto probabilmente è così.

 

Qual è stata la più grande soddisfazione che hai provato finora come Battleroar e quale invece la più grande delusione che hai subito?

Bella domanda! È difficile rispondere… suonare in tutta Europa, incontrare persone che apprezzano quello che fai, lavorare e conoscere i grandi musicisti con i quali siamo cresciuti, fare musica… Tutto fantastico! Ma come dice Kenny Powell, per ogni gioia devi essere pronto ad affrontare dieci delusioni… Quindi critiche, litigi, perdite di soldi, essere rifiutati e molto altro… è il Prezzo da pagare, probabilmente!

 

Spazio a disposizione per chiudere come meglio ti aggrada, Kostas, grazie!

Voglio ringraziare tutti quelli che hanno supportato la band nel corso degli anni, è grazie a loro se siamo ancora qui a fare musica! Grazie mille! [In italiano, ndr]

Epic Metal to the end!

 

Stefano “Steven Rich” Ricetti