Recensione: Giants & Monsters

Di Manuel Gregorin - 28 Agosto 2025 - 7:00
Giants & Monsters
Band: Helloween
Genere: Power 
Anno: 2025
Nazione:
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79

Giants & Monsters” è il diciassettesimo album in studio degli Helloween, ma in un certo senso è come se fosse il secondo.
Quella della band tedesca, bene o male, è sempre stata una carriera che si è mantenuta su ottimi livelli, e anche dopo lo sbandamento di inizio anni ’90, le zucche amburghesi si sono subito riprese, portando sempre a casa risultati soddisfacenti. Poi, nel 2016, con il ritorno dei grandi ex Kai Hansen e Michael Kiske, gli Helloween sono diventati una versione super plus di loro stessi. Una line-up che pareva uscita dai sogni mostruosamente proibiti dei loro fan, alla quale però non era permesso sbagliare. E se il Pumpkin United tour fu un successo annunciato, la band era attesa al varco con la prova del primo album in studio con la formazione a sette elementi. Un’uscita che rappresentava una sorta di test, atteso da molti. Da una parte c’erano i discepoli più devoti della formazione teutonica, che vedevano in un nuovo disco una sorta di ripartenza, la ripresa di un discorso interrotto bruscamente nel 1989, con le partenze di Hansen prima, e Kiske qualche anno dopo. Due perdite che avevano lasciato la sensazione che qualcosa fosse rimasta incompleta. Un vuoto che nemmeno i buoni lavori degli anni successivi erano riusciti a colmare del tutto. Poi c’erano i detrattori, i quali aspettavano il passo falso per trovare conferme ai loro dubbi su questa reunion, in modo da poter arpionare di critiche la band.

Alla fine, con l’omonimo album del 2021, il combo germanico superava l’esame in modo convincente. In barba a quello che si aspettavano in parecchi, i sette tedeschi non cedettero alla tentazione di sfornare una sorta di “Keeper of Jericho“, scelta con la quale avrebbero potuto raccogliere facili consensi, ma anche rischiare di cadere nella pericolosa trappola dell’auto-riciclaggio. Con quel disco, gli Helloween, realizzarono un lavoro in linea con le loro produzioni recenti, pur senza dimenticare il loro glorioso passato.

Ora, in occasione del loro 40° anniversario, gli Helloween hanno l’onore e l’onere di confermare il loro buon stato di forma, sia con l’imminente tour, ma soprattutto con il nuovo album in studio. Prodotto da Charlie Bauerfeind e Dennis Ward, “Giants & Monsters” esce a fine agosto 2025. Il disco è stato realizzato presso i gloriosi Wisseloord Studios di Hilversum, dove sono già passati grandi nomi come Iron Maiden, Judas Priest e Def Leppard, mentre per la copertina ci si è affidati nuovamente ad un’opera di Eliran Kantor. Alcuni mesi fa, Andi Deris, parlando del nuovo disco, lo aveva definito come più allegro ed orecchiabile rispetto al precedente. Una dichiarazione che ha certamente stuzzicato la curiosità di molti, lasciando presagire un ritorno al suono delle origini.
Partiamo subito dicendo che nemmeno “Giants & Monsters” è un nuovo “Keeper Of The Seven Keys“. Pur presentando una maggiore varietà e, in alcuni episodi, anche quella orecchiabilità alla quale faceva riferimento Deris, il disco continua a battere il percorso intrapreso dal suo predecessore del 2021. Pur non mancando il classico power arrembante, i nostri eroi non abbandonano quelle tinte di heavy oscuro del dopo-Kiske.

Concetto questo, che viene subito messo in chiaro con la prima traccia, “Giants on the Run“, cantata da Andi Deris e Kai Hansen. Il pezzo inizia con note tetre accompagnate dalla voce di Deris, evidenziando un’attitudine molto in sintonia con le uscite realizzate negli anni 2000. Si accelera poi nella parte centrale, con Hansen che esordisce abbozzando un curioso esperimento in simil-growl. Hansen si rende ancora protagonista nello stacchetto melodico successivo, in cui si scorgono alcuni riferimenti molto vicini ai Gamma Ray, prima di passare nuovamente il timone a Deris per le fasi conclusive. “Savior of the World“, composta da Michael Weikath ed affidata interamente all’ugola di Kiske, è il classico power alla Helloween (praticamente quello che hanno inventato loro). Doppia cassa martellante, chitarre veloci e ritornello glorioso. Forse un po’ prevedibile, tanto che pare fatto apposta per dare il contentino ai vecchi fan. Ciò nonostante, il pezzo funziona bene, e possiamo immaginare che, con molta probabilità, sarà inserito nella tracklist del prossimo tour. Altra traccia che pare prestarsi bene a venir eseguita dal vivo è anche “A Little Is a Little Too Much“, dove gli Helloween giocano a fare gli Scorpions, riuscendoci anche abbastanza bene. Si tratta infatti di uno spassoso hard rock di scuola tedesca, interpretato da Kiske e Deris, con melodie immediate e un ritornello che si stampa in testa fin dal primo ascolto. Chitarre killer e ritmica rompicollo per “We Can Be Gods“, un power che accantona le atmosfere happy a favore di una maggiore aggressività, fino a sfociare in un ritornello epico. Anche questo episodio vede tutti e tre i cantanti impegnati al microfono, con Kiske protagonista, mentre Deris e Hansen stanno più in secondo piano. “Into the Sun” è una ballata emotiva accompagnata da inserti sinfonici, con Deris e Kiske che si alternano in ugual misura dietro al microfono.
Arriviamo ora ai due volti noti di “Giants & Monsters”. “This Is Tokyo” e “Universe (Gravity for Hearts)“, già usciti come singoli promozionali. La prima vuole essere un tributo al Giappone, paese con il quale, tutti i sette musicisti, paiono avere una certa sintonia. Sia come Helloween, che come Gamma Ray, senza scordare i Pink Cream 69 di Andi Deris, autore della canzone, che proprio in terra nipponica raccolse i primi grandi successi già da tempi della sua ex band. Come già constatato in precedenza però, il pezzo non convince appieno, ed anche dopo ulteriori ascolti, stenta tuttora a lasciare il segno. “Universe (Gravity for Hearts)” è invece stata composta dal chitarrista Sascha Gerstner. Sarà forse per le tematiche astronomiche trattate nel testo, ma pare che Gerstner abbia voluto scrivere una sua versione di “Skyfall“, il fortunato singolo dell’album precedente.

Rispetto a “This Is Tokyo”, “Universe” suona un po’ più rassicurante per i fan che attendono il nuovo album, anche se si poteva fare qualcosa di più. Certamente il brano si presenta come abbastanza scorrevole, ma non evidenzia niente di particolarmente memorabile, risultando alquanto ordinario.

Hand of God” è un mid-tempo dall’incedere riflessivo che si avvicina a certe atmosfere malinconiche del metal di matrice scandinava. Di tutt’altro smalto invece “Under the Moonlight“, una composizione scanzonata e giocosa, dove gli Helloween mettono in pista il loro lato più burlone, come già fatto in passato con “The Game Is On” e “Can Do It“. In chiusura, ancora un brano uscito dalla penna di Kai Hansen: “Majestic“, proprio come un certo album dei Gamma Ray. Amnesia di zio Kay? Coincidenza?
Una suite di otto minuti con una parte iniziale dall’andamento epico dai tratti orientaleggianti. Dopo un breve break, irrompe un riff di chitarra deciso che introduce l’assolo. La parte finale si sviluppa in un trionfo di chitarre ad accompagnare il ritornello della canzone ripetuto fino alla conclusione.

Cosa possiamo dire quindi degli Helloween nel 2025?
Hanno ancora qualcosa da dire o sarebbe meglio che iniziassero a pensare alla pensione? Sicuramente degli Helloween abbiamo ancora un gran bisogno. Non stiamo certo parlando di una seconda giovinezza per le zucche di Amburgo, casomai di musicisti navigati che rimarcano la posizione guadagnata nel corso degli anni e si godono i frutti del loro lavoro.
Giants & Monsters” quindi non è altro che il ritratto di tutto questo. Si tratta infatti del tipico album che ci si potrebbe aspettare da loro. Un disco che, come dicevamo, non si limita ad essere una fotocopia delle pietre miliari realizzate in passato, ma che cerca, riuscendoci, di tenere la band ad una quota accettabile dove poter continuare a volare in sicurezza. Non ci troviamo al cospetto dei picchi qualitativi del classico “Walls Of Jericho“, o del più recente “Gambling With The Devil” (non è da escludere però che qualcosa di simile possa arrivare in futuro). I tentativi di percorrere nuove strade, poi, sono già stati fatti con “Chameleon“, e sappiamo tutti com’è andata a finire. Non mancano infine un paio di composizioni un po’ più fiacche, ma nemmeno le trovate interessanti. Curioso notare come queste ultime, in un paio di circostanze, ricordino i lavori dei Gamma Ray, segno che Kai Hansen non è rientrato solo per fare la comparsa, ma stia dando un contributo importante, e chissà che non punti a riprendersi le chiavi di casa.

Nel contesto insomma, ci troviamo tra le mani un disco apprezzabile.
Gli Helloween conoscono bene i loro polli e sanno come sfamarli. “Giants & Monsters” scorre via in modo fluido, regalando cinquanta minuti di buona musica. Un prodotto che, anche fra qualche anno, non avrà problemi a farsi riascoltare, suscitando ancora qualche parere compiaciuto.

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