Recensione: I vs I

Di Elisa Tonini - 15 Novembre 2023 - 8:30

Dopo il più che ottimo “Tokyo Singing” i giapponesi WagakkiBand si sono dati da fare proponendo un’opera ogni anno. Tra l’EP “Starlight” (2021) e “Vocalo Zanmai 2”, si giunge quest’anno al nuovo “I vs I“.

Il contesto generale

Tralasciando gli ultimi due lavori, il presente disco sembra grossomodo un naturale proseguo del sound di “Tokyo Singing”. Tra la voce ed i vari strumenti, la chitarra è spesso in bella vista sfoggiando perlopiù un’anima virtuosa in una struttura dei brani tendenzialmente complessa. Rimane comunque l’approccio diretto, in un istinto oseremo dire quasi pop metal.
Per la recensione ci si riferisce alla versione base, quella con due dischi, di cui uno contenente le versioni strumentali.

La recensione di “I vs I”

“I Vs I” si compone di 13 tracce, fra cui due tratte da “Starlight” e due bonus tracks per un totale di 46 minuti. Tra queste, in sette canzoni domina essenzialmente un carattere forte e deciso, gli aspetti più succosi per l’orecchio metallaro. Per dire l’iniziale “The Beast” che parte con il growl accompagnato da un’ondata inarrestabile degli strumenti è strepitosa. Fantastica pure la successiva “宵ノ花” tra corposità bizzarramente funky e lo shamisen che pur notandosi tende ad avere un volume troppo basso. In tal senso, spesso mi ritrovo in modalità “Trova lo shamisen” per poi individuarlo nel padiglione destro delle cuffie mentre strumenti come il koto e lo shakuhachi hanno molto più rilievo.
Altro pezzo che cattura la nostra attenzione è “藍より青し” tra le migliori per energia e melodia epica e trascinante. In particolare il ritornello della chitarra può ricordare a tratti un mix tra Gary Moore dell’album “Wild Frontier” e Michael Shenker di “MSG”, il tutto in un’ottica lineare e seducente.

C’è poi “そして、まほろば” sorta di crescendo che parte come una nostalgica ballad per poi diventare più scandita ed infine ruggente. Soddisfano alquanto i “dialoghi” ad alto tasso tecnico degli strumenti in un atmosfera vagamente tempestosa eppure romantica.
Un pezzo come “Brave” potrebbe assomigliare a tratti a “singing for..” di “Tokyo Singing” però denota una personalità tutta sua. In particolare colpiscono i cori misti integrati in un cuore entusiasta ma tutt’altro che stucchevole. C’è un animo tosto. Il battito di mani conduce idealmente a “We will rock you” dei Queen.
Un animo irrefrenabile si trova pure nella validissima bonus-track “星の如く”, specie nella trasgressiva parte rap trainata da Yuko.

Nell’opera figurano inoltre dei pezzi in cui la parte elettrica si eclissa leggermente ed una ballad. Nel primo caso si può rilevare qualcosa di molto apprezzabile e grazioso (tipo “生命のアリア”) mentre per quanto riguarda la ballad si tratta del vero passo falso del disco. “時の方舟” è un brano fondamentalmente trito, ritrito e debole, per niente ispirato, insomma da bocciare.

Conclusione

Con “I vs I” i WagakkiBand continuano essenzialmente per la buona strada di “Tokyo Singing”, presentando nel complesso un disco molto valido. Come detto in precedenza, tra la ricchezza di strumenti è lo shamisen quello più svantaggiato e necessiterebbe un volume più alto. E sì, forse anche maggiore spazio. Per il resto i Nostri sembrano dare il meglio di sè nei pezzi più complessi e comunque, nonostante tutto qualcosa potrebbe essere ancora esplorato. Dipende da loro.
Un album da ascoltare se già conoscete ed apprezzate il gruppo e per gli appassionati di folk metal in generale.

Elisa “SoulMysteries” Tonini

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