Recensione: Love & Glory

Di Fabio Vellata - 25 Settembre 2021 - 0:01

Semplice, diretto, lineare.
Alla vecchia maniera.

Perché no: in un mondo in cui tutti cercano complicazioni fini a se stesse, riassaporare di tanto in tanto qualcosa di basilare, easy e senza pretese particolari può essere piacevole.
Un piacere sottile che va a ricollegarsi alla memoria di epoche un po’ passate ma sempre fascinose ed evocative. Momenti che per un certo tipo di musica hanno rappresentato l’apice assoluto ancora oggi ineguagliabile.

John Dallas è un cantante hard rock (italiano!) che sin dall’immagine lascia intendere quale sia la sua vocazione. Anni ottanta a tutto spiano, nel look, nello stile, nella radice profonda di una proposta che strappa tutto il possibile dall’ideale americano di trentacinque anni fa per riproporlo – un po’ nostalgicamente – nei suoi album da solista.
Mötley Crüe e Poison, Cinderella, Tuff, un po’ di Lizzy Borden e Ac/Dc. Suoni familiari per i “vecchi” navigatori di cose rockettare che ritrovano perennemente nuova vita in album gradevoli e di facile ascolto come “Love & Glory”.

In fondo, per mettere assieme qualcosa di interessante in un genere vecchio come il mondo quale è l’hard rock non servono forzature, idee strampalate o lampi di genio ricercati con il proverbiale lanternino.
Qualche idea serve di certo. Ma come insegna proprio il buon John Dallas – al secondo capitolo solista in carriera – basta probabilmente essere onesti e sinceri con se stessi prima che con il pubblico. Artifici zero (anche se qui un buon comparto strumentale non manca affatto) ed un po’ di melodie veloci ed efficaci. Talvolta inevitabilmente derivative, ma sempre supportate da un turbinare di chitarre veraci, ritmi vigorosi ed un percepibile, quasi sbeffeggiante divertimento nel fare la propria musica.
Divertimento, esatto: una parola chiave che, giova ricordarlo, spesso sta alla base di tutto ciò che ha a che fare con questo mondo colorato e multiforme.
Scrivere e suonare per il piacere di farlo e non per contratto o per dimostrare qualcosa a chicchessia. Ma piuttosto per allietare ed offrire sensazioni che sappiano intrattenere.
Poco importa poi se la voce non è quella di un usignolo: Dallas nel suo pur limitato campo d’azione allinea tutte queste caratteristiche proprio, come dicevamo all’inizio, con semplicità.
Con un album che scivola via veloce, tra ritmi scanzonati da Sunset Boulevard, qualche sprazzo zuccheroso ed una bella dose di strafottenza anni ottanta, dal sapore vintage ma irrimediabilmente attrattiva per i passatisti dell’epoca.

Love & Glory” è tutto qui, nella linearità di una proposta che proprio non ha alcuna intenzione di dire chissà cosa di “nuovo” e trova la sua forza nell’essere senza smanie di grandeur, schietto, immediato e diretto.
Soprattutto, un cd che in canzoni come “Drive me Tonight”, “Dancing all Night” e “Anymore” mette di buon umore, evocando immagini in cui Vince Neil e Brett Michaels non hanno rughe sul volto e saltano ancora su e giù per i palchi di tutto il mondo come succedeva tanti anni fa.

Del resto, se possono farlo Crazy Lixx e Crashdiet, perché non John Dallas.

 

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Band: John Dallas
Genere: Hard Rock 
Anno: 2021
74