Recensione: Stone Prophets

Di Andrea Bacigalupo - 14 Aprile 2026 - 8:30
Stone Prophets
Etichetta: Autoprodotto
Genere: Heavy 
Anno: 2026
Nazione:
Scopri tutti i dettagli dell'album
70

Gli Stone Prophets, quartetto di Bergamo che suona assieme dal 2023, propongono un sound energico che si muove tra l’Hard Rock stradaiolo e l’Heavy Metal cupo e sabbathiano.

L’album, autoprodotto, con il quale voglio farsi conoscere si chiama semplicemente ‘Stone Prophets’ ed è uscito il 9 marzo 2026.

La prima cosa che colpisce di questo lavoro è la produzione: registrato praticamente in presa diretta, emana quell’atmosfera densa e fumosa tipica del garage di famiglia trasformato in sala prove. I suoni sono ruvidi e sporchi, la batteria è un po’ affossata e c’è anche qualche problema di equalizzazione, ma non importa, ‘Stone Prophets’ è vivo ed energico e riesce a trasmettere, a chi ascolta, la stessa passione che anima i quattro musicisti.

Le dinamiche dei suoi 9 pezzi sono essenzialmente legate alla matrice Old School, sparati senza fronzoli e con richiami agli anni ’70-80, puntano su un magnetismo vocale che contrappone una qual certa sofferenza al forte impatto generato dalla potenza elettrica dei riff.

A dirla tutta la voce pecca un po’ di modulazione, soprattutto quando tende a salire … ma, come si dice, “questo è il bello della diretta” e ci piace così: quello che si sente su disco lo si sentirà anche dal palco, nessun artificio per sembrare quello che non si è.

Il songwriting genera atmosfere cangianti: un po’ più selvagge quelle dove la band tira percorrendo le strade dell’Hard Rock abrasivo e sferzante (‘Bad Girl’, ‘DevilDriver’), più cupe e malsane quelle dove tende allo Stoner, generando andature cadenzate ed oppressive (‘Dead Again’, ‘Spiriti’, ‘Token’), ma anche roventi, malvagie ed inquietanti quando producono Metal puro. Qui evidenziamo i due singoli che hanno anticipato l’album: ‘Aegis Of Rime’, dal tiro veloce che esplode in un bridge accusatorio e ‘Holy Blasphemy’, con tanto di lettura di una sentenza nei confronti di una donna accusata di stregoneria che la introduce, dai molteplici cambi di scena e la conclusiva ‘Wraith in My Mind’, coinvolgente e adrenalinica.

Concludendo, inizio più che valido quello degli Stone Prophets. Necessita limare qualche spigolo, soprattutto negli arrangiamenti, ma ci siamo, la curiosità destata con questo primo lavoro è parecchia … Attendiamo il prossimo e magari di vederli dal vivo. Per il momento più che bravi.

Ultimi album di Stone Prophets