
Beh, bisognava esserci all'Unipol Forum di Assago in questa fresca sera di metà ottobre. A tanti sarà sembrato doveroso onorare coloro che, come pochi altri, hanno contribuito a disegnare i confini della nostra passione, letteralmente ponendo le fondamenta del genere che ha accompagnato e sempre accompagnerà la nostra vita.
In apertura gli inglesi Jayler, giovanissimi e, sin dal look, totalmente immersi negli anni Settanta. Ricordano un poco i The Black Crowes, che a propria volta erano dei (buonissimi) cloni dei tempi che furono. Un buon antipasto, capace di scaldare il pubblico, che va gremendo il parterre, preparato con le sedie, e gli spalti.
Dunque, siamo qui innanzitutto a dire grazie ai Deep Purple per questi quasi sessant'anni (60!) di rock duro, caldo, appassionato, vario, mai banale. Certo, Ritchie Blackmore, nonostante una recente, fugace apparizione sul palco degli ex compagni, vive nel medioevo, mentre John Lord suona nel Paradiso dei musicisti; ma Ian Gillan (81 anni), Roger Glover (80) e Ian Paice (78) sono splendidamente accompagnati dal "giovane" Simon McBride, che dal 2022 sostituisce lo straordinario Steve Morse, e, soprattutto, da Don Airey, altra figura immortale del rock, al quale dobbiamo tutti molto, se pensate che ha suonato in dischi come Down To Earth, Blizzard of Ozz, o 1987, tanto famosi da consentire al vostro cronista di evitare pure di riportarne gli autori.
Guardandomi intorno nel Forum ben gremito, intravedo almeno tre generazioni di rocker: chi, adolescente, acquistò Machine Head fresco di stampa nel 1972, è affiancato da un figlio evidentemente ben cresciuto e, a propria volta, capace di passare questa passionaccia a un nipote ben orgoglioso di distinguersi dalla massa degli adoratori della trap. E mi ritrovo a pensare all'eternità di questa musica meravigliosa, ormai assurta a Classico: sappiamo che i suoi autori non dureranno in eterno e molti qui stasera temono l'ultimo incontro con la band, ma siamo anche coscienti di quanto profonde siano le radici di un credo che ha saputo attraversare tanti decenni e che non morirà con il suo Pantheon.
Ma ogni spleen crepuscolare cade quando l'incedere del rullante di Highway Star ci travolge per l'ennesima volta: "Nobody gonna take my car, I'm gonna race it to the ground". E che botta! Certo, non possiamo più pretendere l'urlo iniziale di Ian Gillan, sapientemente affaticato dagli anni: ma il tiro di quelle note è rimasto immutato nel tempo. Ho visto decine di band dei generi più estremi del metal, ma questo attacco non smetterà mai di mettermi al muro. E capisco si non essere il solo: la grande famiglia del rock è qui, a sbatter teste per l'ennesima volta. A Bit on the Side, tratta da =1, è uscita 52 anni dopo Highway Star e ha un groove che tante band giovani si sognano. Ed ecco un altro salto nel lontano passato: il riff di Into the Fire è pura storia, i suoni sono caldi, la band gira come un orologio, Ian Gillan gonfia la giugulare per prendere note che paiono voler scappare. Bellissimo. Come è notevole l'assolo di Simon McBride che segue, ricco addirittura di una citazione di Joe Satriani.
Arriva Arrogant Boy, singolo trainante del recente Splat!, pezzo sostenuto da un tiro pazzesco e la cui parte strumentale centrale, con un dialogo quasi neoclassico tra tastiere e chitarra, strappa applausi.
Diablo è sempre tratta da Splat!: regala bei momenti grazie a un riff certo d'antan, ma sempre piacevole, e a un'ariosa apertura che la fa respirare.
Don Airey delizia il pubblico con il primo dei suoi assolo: è uno spettacolo nello spettacolo, a maggior ragione se si trasforma senza soluzione di continuità in quella Lazy che tutti amiamo da sempre perché è una silloge enciclopedica del rock.
Sometimes I Feel Like Screaming è, secondo chi scrive, uno dei pezzi migliori dei Deep Purple "più recenti", ovvero quelli con Steve Morse alla chitarra. La canzone è un assoluto capolavoro di feeling: anche se qui l'assenza di Morse un po' si fa sentire (oggettivamente, in questo pezzo Steve è irraggiungibile), le emozioni non mancano e il cuore batte forte. Grazie, Deep Purple. Grazie.
Si torna ai giorni d'oggi, con le belle Sacred Land (da Splat!) e Lazy Sod (da =1), mentre il secondo assolo di Don Airey riesce a coniugare Puccini con quel giro miracoloso che avvia Perfect Strangers. Urlata al cielo da tutti i presenti coscienti, il pezzo del 1984 annuncia che si sta per entrare nella "zona leggenda" di ogni concerto dei Deep Purple, che a questo giro prevede innanzitutto Space Truckin' e Smoke on the Water. Se quest'ultima è l'inno hard rock per eccellenza, Space Truckin' dimostra ancora oggi una potenza immutata, anche e soprattutto in virtù di una base base ritmica, quella sollevata dalla coppia Paice-Glover, che è un muro di suono impressionante a supporto della voce di Gillan che è oggi quella di un anziano signore capace di modularla perfettamente, conscio che non si può più permettere una Child in Time. Ma non è mai sforzata, non si avventura mai in territori ormai non più suoi: anche in questo sta la saggezza dell'esperienza.
Quindi, una sorpresa: la strumentale Guinnesis, bonus track di un singolo da 7 pollici incluso nel Limited Box Set di Splat!. Che dire? I Deep Purple, 80enni o giù di lì, tirano fuori dal cappello un pezzo notevolissimo, fatto di melodie e dinamiche che si incrociano a creare un caleidoscopio musicale che è un gran piacere ascoltare.
Finalone con Hush e Black Night, che conducono al tripudio. Il pubblico tributa alla band un saluto che sa di eternità, un ringraziamento che sale dal cuore, qualcuno è commosso, tutti applaudono, c'è chi si abbraccia, altri snocciolano titoli di canzoni immortali che avrebbero voluto ascoltare, molti si fermano un attimo a pensare che questo potrebbe essere l'ultimo giro. Vero: ma, cari miei, che giro è stato, che giostra, che band, che storia meravigliosa abbiamo avuto la buona sorte di vivere.
Setlist:
01. Highway Star
02. A Bit on the Side
03. Into the Fire
04. Guitar Solo
05. Arrogant Boy
06. Diablo
07. Keyboard Solo
08. Lazy
09. Sometimes I Feel Like Screaming
10. Sacred Land
11. Lazy Sod
12. Keyboard Solo
13. Perfect Strangers
14. Space Truckin'
15. Smoke on the Water
16. Guinnesis
17. Hush
18. Black Night