Recensione: SickOmania

Di Andrea Bacigalupo - 29 Dicembre 2021 - 22:49
SickOmania
Band: SickOmania
Etichetta: Autoprodotto
Genere: Thrash 
Anno: 2021
Nazione:
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78

I SickOmania nascono nel 2019 da un’idea del chitarrista danese Arne Lunde e dal successivo coinvolgimento, prima del batterista svedese Lawrence Dinamarca e poi dei due storici amici Jesper Olsen, bassista e Kenneth ‘Fyrsten’ Inverse, voce.

Il quartetto è solido, ma diventa ancora più granitico assoldando Daniel Steely come secondo chitarrista ed è con lui che registra l’album di debutto, dal semplice titolo ‘SickOmania’, disponibile dal 5 novembre 2021.

L’onda d’urto che provoca il platter devasta mente e corpo: buon songwriting, ottima esecuzione, produzione azzeccata … c’è tutto.

Il combo suona un Thrash molto compatto e robusto, che arriva tanto a lambire le sponde del Death quanto a percorrere sentieri più melodici.

Si tratta di sfumature che danno evidenza al singolo momento: l’apice della ferocia viene sottolineata, ad esempio, con slanci di Blast Beat, ritmiche forsennate ed una voce che esce dal clean arrochendosi senza diventare esageratamente growl, mentre durante le aperture verso sprazzi di luce la cattiveria si placa e le chitarre assumono melodie introspettive.

I riff sono taglienti, la voce graffiante e sicura, la sezione ritmica è molto compatta, gli assoli ed i giochi di chitarra sono di ottima fattura ed il sound è tinto con la gradazione di nero inferno tipica del Nord/Est europeo, unendo alla cattiveria una certa oppressione di fondo.

Insomma, un bell’esordio, ricco e coinvolgente. In particolar modo colpiscono ‘Asystoly’, sparata e senza sosta, ‘Slumberland Prophets’, potente e veloce con un po’ di Metallica dentro, ‘Theater of Memories’, con le sue sfumature che ricordano l’oriente ed il refrain angosciante e l’assalto Hardcore di ‘Psychotic Path’.

Quattro canzoni sembrano poche? L’album ha un totale di sei pezzi cantati, più un’ultima strumentale di oltre dieci minuti, dal titolo ‘Beyond the Ninth Gate’, un epico viaggio verso il centro dell’inferno.

Concludendo: con questo debutto i SickOmania si sono spianati ben bene la strada; band di forte personalità, riesce con questo primo lavoro ad emergere e distinguersi con un prodotto impattante e determinato, ben curato nei dettagli e ricco di particolari. Assolutamente da ascoltare e da seguire.

La produzione di ‘SickOmenia’ è stata curata direttamente da Arne Lunde, eccetto le sessioni di batteria, registrate in Svezia, con Léo Margarit (Pain Of Salvation) come tecnico.

La cupa copertina è un dipinto ad olio, creato dall’artista David Troest.

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