Frontiers Music Srl
Per l’appassionato di AOR e westcoast, il nuovo album dei Generation Radio è un ascolto piacevole, curato e a tratti esaltante, ma chi sperava in un secondo capitolo più coraggioso e meno adagiato sui toni soft potrebbe restare con la sensazione di un potenziale soltanto in parte espresso ed interrotto sul più bello
Il terzo capitolo in carriera dei Fighter V è un album centrato e coerente, che li conferma come una realtà solida e credibile all'interno della nuova ondata melodic rock europea, e sfrutta al meglio la piattaforma Frontiers per fare un salto di visibilità senza snaturare la propria identità.
Con "The Master Plan", Michael Sweet non si limita a celebrare le proprie radici, ma confeziona un album senza tempo capace di trascendere i confini del genere devozionale.
“Reckless” è un lavoro istintivo ma lucidissimo, che fa dell’energia la propria parola d’ordine e consolida definitivamente Chez Kane nell'elite del melodic rock contemporaneo.
Come secondo album, “Eternal” degli Ignescent mostra una band consapevole dei propri mezzi, con una forte focalizzazione sul prodotto e una chiarezza di intento che molti colleghi non hanno. Allo stesso tempo, la dipendenza da formule già rodate, il pesante orientamento alla fruizione immediata e la limitata propensione al rischio compositivo fanno sì che il disco colpisca più per professionalità che per personalità
Le Venus 5, supportate da una band d'eccezione, non vogliono essere incasellate. Questo lavoro dimostra che quando il talento individuale incontra una produzione impeccabile e una reale unità d'intenti, il risultato è un’esplosione di energia inarrestabile. Il progetto torna sulla scena con un piglio deciso, pronto a rivendicare il proprio ruolo di primo piano nel genere senza scendere a compromessi.
“Asia – Live In England” è un live che fa esattamente quello che promette: celebra il debut, riafferma la statura del marchio Asia e offre al pubblico un ascolto solido, curato, decisamente godibile.
“Wild Games” è un album compatto, sincero e dotato di una forte identità vocale, adatto senza filtri al pubblico dell’hard rock melodico e con tutte le carte in regola per funzionare molto bene sul palco.
Il chitarrista e compositore Joel Hoekstra è un nome magari non così noto alle masse, […]
I Black Swan hanno le idee molto chiare e, sebbene i richiami alle passate esperienze dei singoli membri emergano con frequenza, la band dimostra una propria personalità, capace di rielaborare l'hard rock d'annata in una veste più attuale. Uno stile sapientemente aggiornato in certe soluzioni, ma sempre orgogliosamente fedele alla tradizione.
Nel grande catalogo Frontiers, dove l’AOR è da anni terreno di coltivazione privilegiato, i Transatlantic Radio arrivano con l’aria di chi ha studiato la materia a fondo ma non ha nessuna voglia di limitarsi al compitino nostalgico.
I Temple Balls possono continuare la loro corsa che, al momento, non pare destinata a fermarsi.
"I Am the Enemy" centra l’obiettivo di presentare Austen Starr come una voce già matura nel modo di raccontarsi, capace di trasformare nevrosi e contraddizioni personali in un linguaggio immediato e comunicativo, senza ricorrere a forzature o teatralità gratuite.
“1998 Live Hits” si configura come un’uscita mirata, consigliabile agli appassionati di lunga data e ai collezionisti che troveranno in queste tredici tracce un tassello importante per comprendere la dimensione live del compianto Jimi Jamison.
Un disco che punta più al cuore degli appassionati di AOR classico che alla conquista di nuovi ascoltatori, ma che conferma la capacità di Jim Peterik di scrivere canzoni rifinite e cariche di melodia.
C’era bisogno di un altro live di Graham Bonnet che suona, per l’ennesima volta, i […]
Il nuovo album del singer e compositore Rob Moratti è sicuramente un buon modo per chiudere l’anno, all’insegna di un notevole carico di classe e melodia.
Con il secondo album “Bittersweet”, la giovane singer australiana Cassidy Paris mostra una evoluzione evidente sia dal punto di vista vocale che compositivo.
“Dancing with the Devil” può essere letto come un saluto maturo: non è il colpo di coda che riscrive la storia, ma un disco che tiene fede al DNA dei Lynch Mob e offre ai fan un’ultima manciata di canzoni oneste e ben suonate.
In un panorama spesso ripetitivo, i Treat confermano la propria statura di maestri assoluti, regalando una nuova prova di vitalità e talento.



















