Manuel Gregorin
Debutto discografico per i norvegesi Memoria Avenue, formazione dedita ad un AOR/hard rock melodico sullo stile di band come Work of Art e Perfect Plan.
In una definizione pratica e veloce, "Of Poetry And Silent Mastery" è un album di canzoni che, senza essere troppo artificiose ed elaborate, riescono ad essere sempre fresche e stuzzicanti.
L'esordio solista di Robledo si guadagna una dignitosa sufficienza: tutto sommato si tratta un interessante antipasto in attesa del secondo capitolo dei Sinner's Blood.
"Back On Track" può essere un buon punto di partenza per acculturarsi sui M.ill.ion e scoprire una band di qualità che ha evidentemente raccolto meno di quanto seminato.
Nulla che non sia stato già sentito, ma comunque un prodotto scorrevole che senza avere l’ambizione di diventare una pietra miliare del genere si lascia ascoltare volentieri.
Un esordio tutto sommato buono per gli Inner Stream, che grazie alla evidente versatilità può raccogliere consensi tra i fan del metal sinfonico, del nu e del gothic.
Quello che conta è che ci sia della buona musica, ed è quello che le due cantanti scandinave ci offrono
Un debutto positivo che, oltre ad offrire tre quarti d'ora di musica tutto sommato gradevole, può essere una buona occasione per fare conoscere fuori dal Brasile Fernandes e Zonta e puntare i riflettori sulle rispettive band d'origine.
Quarantacinque minuti di headbanging, finiti i quali, se la testa non vi è ancora rotolata sotto un tavolo vi verrà voglia di fare ripartire il CD da capo.
Un esordio sicuramente di spessore realizzato da musicisti di esperienza che non mancherà di farsi apprezzare dagli amanti del genere.
"When Life Was Hard And Fast" è un lavoro di grande qualità, a base di rock semplice e genuino ma allo stesso tempo coinvolgente e trascinante.
Se siete fan del metal più classico, quello fatto da riff potenti e ritmiche arrembanti date pure un altro ascolto ai Wizard: non troverete niente che non sia già stato scritto o sentito, ma potrebbe essere proprio quello che stavate cercando
Un disco compatto e roccioso destinato ad andare oltre ai soli seguaci dei ‘rÿches: in buona sostanza un cd metal per i fans del metal.
"Face This Burn" è un disco che possiamo definire come un mix tra vecchio e moderno: le canzoni hanno uno stile riconducibile all'heavy metal tradizionale, ma con sonorità tipiche di certo nu-metal.
"Rage Of War" è un disco di heavy power compatto, con ritmiche serrate e buona produzione, ma con brani che non riescono ad emergere dalla media.
Una proposta musicale fortemente ancorata agli anni 70/80 che non ha nel suo aspetto "vintage" e demodè un potenziale difetto. Anzi, rappresenta la prova evidente di come per realizzare dischi validi non serva per forza cercare l’innovazione a tutti i costi.
Pur non essendo un disco eclatante e con qualche piccola pecca, "Ignite The Machine" è un album di buona qualità che scorre via piacevolmente.



















